Chi è Claudio Villa: vita privata, mogli, figli, carriera del famoso cantante

Claudio Villa, alias il “Reuccio”, è stato sicuramente uno dei più famosi cantanti italiani. Ecco tutto quel che c’è da sapere su di lui. 

Interprete di primissimo piano della musica leggera italiana degli anni Cinquanta, Claudio Villa fu soprannominato “il Reuccio” della canzone in virtù del timbro unico, della intensità e potenza della sua voce tenorile, con buona pace della piccola statura. Con la sua voce ha indubbiamente saputo esprimere come nessun altro l’anima romana (ma promosse anche la canzone partenopea con una serie di interpretazioni memorabili). Ed è stato un personaggio unico anche per molti altri motivi. Conosciamolo più da vicino.

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L’identikit di Claudio Villa

Claudio Villa, all’anagrafe Claudio Pica, nacque a Roma, nello storico quartiere di Trastevere, il 1° Gennaio 1926, sotto il segno del Capricorno, figlio unico di Pietro Pica e di Ulpia Urbani. La famiglia era decisamente umile: il padre faceva il vetturino e il venditore d’acqua mentre “sora Ulpia” era casalinga, orlatrice e donna delle pulizie. Quella del “Reuccio” fu dunque un’infanzia simile a quella di molti ragazzi di borgata in un periodo storico difficile (soprattutto per chi non era allineato al regime).

A vent’anni, però, Claudio Villa era già famoso e come interprete e la sua scalata verso il successo fu inarrestabile: presenziò personalmente alla fondazione di numerosi fan club in suo onore, i primi nella storia della musica leggera italiana, e uealizzò moltissime tournée negli Stati Uniti d’America, in Unione Sovietica, in Argentina, in Australia, in Cina e in Giappone, paese che considerava la sua seconda patria. Il segreto, probabilmente, sta nel fatto che Claudio Villa si mantenne sempre fedele alla canzone classica italiana e al repertorio che lo aveva portata alla notorietà, affermandosi al tempo stesso come un grande innovatore della musica leggera sostenendo l’emancipazione dei cantanti rispetto al dominio dei direttori d’orchestra.

Tutto questo nonostante uno “svantaggio” non certo trascurabile: in seguito a una malattia polmonare contratta da adolescente dopo aver svolto lavori faticosi e a rischio, Claudio Villa dovette cantare a lungo utilizzando un solo polmone (di qui il suo falsetto, per non affaticarsi troppo), finché un’operazione riparatrice non gli restituì la piena disponibilità dei suoi mezzi vocali. Inoltre, Claudio Villa aveva un carattere fiero e apparentemente “altezzoso” che lo portava spesso allo scontro frontale con chi lo contestava, e in particolare certa critica che lo considerava un personaggio “scomodo”.

Ricordiamo che Claudio Villa si dichiarò tra l’altro ateo e di sinistra sin dalla prima giovinezza, esprimendo vicinanza alle persone di umili origini come lui, come da lui stesso ricordato ne Una vita stupenda, l’autobiografia pubblicata con Mondadori nel 1987. Le sue prese di posizione gli valsero però la stima e il sostegno di un intellettuale come Pierpaolo Pasolini, che in un’occasione dichiarò: “Mi piace il repertorio delle canzoni melodiche di Claudio Villa perché mi piace il pubblico che ama questo stile popolare e verace. Approvo che Villa scriva, musichi e interpreti le sue canzoni. Lui lo fa nel suo piccolo come Charlot ha fatto nel suo grande. In quanto agli atteggiamenti da bullo, la presunzione e gli atteggiamenti di sufficienza che gli si imputano…io trovo che nella sua qualità di cantante-attore e di personaggio dello spettacolo tali atteggiamenti gli si addicano, perché fanno, appunto, spettacolo”.

La carriera artistica

Nel corso della sua fortunata carriera Claudio Villa ha registrato oltre 3mila brani musicali, venduto circa 50 milioni di dischi e ha interpretato, come attore e cantante, numerosissimi musicarelli e trasmissioni televisive. Si è aggiudicato per ben quattro volte il Festival di Sanremo, con successi come Buongiorno tristezza, Corde della mia chitarra, Addio…Addio e Non pensare a me. Nel 59 si affermò al Festival di Barcellona con un dei pezzi più famosi del suo repertorio, Binario. E a Canzonissima si aggiudicò la vittoria nel 1964 con ‘O sole mio e nel 1966 con Granada.

Oltre a dar voce all’anima romana con gli album Stornelli & Pasquinate e Gabriella Ferri & Claudio Villa – Stornelli romaneschi a dispetto, il Nostro ha interpretato il Re Luigi XIII nel musical televisivo I tre moschettieri a cura del Quartetto Cetra (1964), andato in onda sul primo canale Rai. Impossibile non citare poi i duetti di brani famosi come Grazie dei fiori e Marina con la regina della canzone melodica italiana, Nilla Pizzi.

La vita privata e la prematura scomparsa

Claudio Villa sposò nel 1952 con Miranda Bonasea, attrice e doppiatrice cinematografica dalla quale ebbe il figlio Mauro Pica (1953), e dalla quale si separò nel 1962. Negli anni ’60 ebbe una relazione con la cantante romana Noemi Garofalo, che lo rese padre di Claudio (1962) e Manuela (1966), riconosciuti figli naturali del cantante dalla Corte di Cassazione di Roma nel 2004. E il 18 Luglio 1975, a 49 anni, sposò in Campidoglio la 17enne Patrizia Baldi, dalla quale ebbe Andrea Celeste Pica (1980) e Aurora Pica (1981).

A quanto pare, però, Claudio Villa avrebbe altri figli naturali, tra cui uno in Russia, nato presumibilmente nel 1960. Anche per questo i rapporti tra gli eredi del “Reuccio” (che con la nascita dei nipoti continuano ad aumentare di numero) sono sempre stati difficili e controversi. Tant’è.

Claudio Villa morì improvvisamente a Padova il 7 Febbraio 1987, dopo essere stato colpito da due infarti e una pancreatite acuta. Per sua volontà è stato cremato e sepolto nel cimitero di San Sebastiano a Rocca di Papa (Roma), la cittadina in cui aveva scelto di risiedere. L’annuncio della sua prematura scomparsa venne dato da Pippo Baudo in diretta durante il Festival di Sanremo. Sulla lapide del cantante, per sua volontà, è stato inciso il seguente epitaffio: “Vita sei bella, morte fai schifo”.

EDS