Clementino, tra Sarri alla Juve e la droga: “Tutto si supera”

Clementino droga
Il rapper Clementino si confessa – FOTO: Instagram

Il rapper Clementino si dimostra eclettico anche nelle interviste: l’apprezzato rapper di Cimitile spazia tra il serio ed il faceto con grande lucidità.

Il rapper Clementino avrà l’onore di chiudere le Universiadi 2019 che si sono svolte in maniera estremamente brillante per organizzazione e per tutti gli altri aspetti coinvolti a Napoli. Il 36enne artista campano viene da un tour svoltosi in alcune città europee che ha visto però la mancata esibizione a Madrid. Per coloro che avevano acquistato il biglietto per l’evento sarà possibile utilizzare il tagliando per una delle prossime esibizioni già in calendario a Barcellona ed a Valencia. Ci saranno anche degli appuntamenti in Italia nei prossimi mesi, nell’ambito del suo ‘Tarantelle Tour 2019’, con tappe previste a Milano, Padova, Bologna, Roma, Bari e Napoli. Di Clementino, molto apprezzato già da tempo sulla scena musicale rap del nostro Paese, è stato un duro colpo vedere Maurizio Sarri approdare sulla panchina della Juventus. L’ex manager del Chelsea si era detto entusiasta di poter allenare in Inghilterra, salvo poi cambiare in maniera repentina la propria opinione quando saltò fuori la pista che lo avrebbe poi condotto ai bianconeri.

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Clementino, si spazia tra Sarri alla Juve fino alla droga

“Vedere il mister lì fa davvero male. Il Napoli però ha Ancelotti che non ha bisogno di presentazioni. Al suo primo anno in azzurro, Carletto ha saputo costruire delle basi molto solide, c’è curiosità nel vedere cosa potrà fare adesso. Ma per fermare questa Juve servono i carri armati. Sarri da avversario al ‘San Paolo’? Sarà strano”, dice Clementino a fanpage. Il cantante parla anche del legame tra la droga ed il mondo dello spettacolo, e in particolare della musica. “Io di gente che ha fatto uso di certe sostanze ne ho viste. La cosa ha riguardato anche me e ho per fortuna superato il periodo più brutto della mia vita. In tanti si drogano perché hanno problemi grossi, ma bastano anche solo la noia e la mancanza di opportunità per compiere delle scelte sbagliate e che pesano. Nel mio caso aveva pesato molto il fattore psicologico. E se non è la droga a divorarti, è il gioco d’azzardo, oppure qualche altra cosa. Ad ogni modo non mi sento di fare le ramanzine. Ma dall’alto di quella che è la mia esperienza personale posso dire di averne viste di tutti i colori”.