Giorgio Gaber, chi è: storia, vita privata, carriera del cantante milanese

Avrebbe compiuto da poco 80 anni Giorgio Gaber, un artista indimenticabile che, a modo suo, continua a essere protagonista attualissimo del nostro tempo. Ecco il suo profilo completo.

Se si dovesse condensare in una frase la vita di Giorgio Gaber (impresa non facile vista la portata del personaggio), si potrebbe dire che è stato l’inventore del teatro-canzone. Artista eclettico e a tutto tondo, Gaber è stato un innovatore, un inventore, un dissacratore: insomma, un genio. Quest’anno avrebbe compiuto 80 anni, e non c’è modo migliore per celebrare la sua memoria di ricordare chi è stato e cosa fatto nella sua troppo breve vita.

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L’identikit di Giorgio Gaber

Giorgio Gaberščik nacque a Milano il 25 gennaio 1939, sotto il segno dell’Acquario, in via Londonio 28, in una famiglia appartenente alla piccola-media borghesia e proveniente dal Veneto (ma le origini del padre erano triestine e il suo cognome di chiara matrice slava). Da piccolo si avvicinò allo studio della chitarra più per obbligo che per scelta: lo strumento gli fu regalato dal padre per esercitare le dita a seguito di una paralisi alla mano (durante l’infanzia Giorgio Gaber si ammalò due volte di poliomelite). Poi iniziò a prendere ispirazione dai maggiori jazzisti dell’epoca, in particolare Barney Kessel e Tal Farlow. La sua carriera esordì nel gruppo di Ghigo Agosti, ma da giovane frequentò anche grandi artisti come Enzo Jannacci e Luigi Tenco.

Il suo talento cominciò a essere notato durante gli anni universitari, e con l’approdo alla trasmissione Il Musichiere la sua carriera prese definitivamente la strada del successo. Mel 1959 il debutto in teatro con il recital Il Giorgio e la Maria. Negli anni Sessanta Giorgio Gaber fu presente in quattro occasioni Sanremo, senza particolare. Poi, alla fine di quel decennio, dopo una tournée del 1969 con Mina, la svolta decisiva verso il teatro-canzone, una forma artistica sostanzialmente inedita in Italia che ne consacrò l’ingresso nella storia della cultura italiana (e non solo). Dopo aver creato un suo alter ego, il noto “signor G.”, Giorgio Gaber iniziò la sua lunga serie di spettacoli teatral-musicali che portò avanti fino alla fine del secolo scorso. Alzi la mano chi non ha mai ascoltato la straordinaria Destra/Sinistra, La Libertà, Il delirio, solo per fare qualche esempio.

Per quanto riguarda la vita privata, Giorgio Gaber è stato sposato per 42 anni con con Ombretta Colli, miss Italia del 1961, cantante e attrice di discreto successo negli anni successivi, conosciuta sul set per la copertina di un disco. Il matrimonio fu celebrato il 12 aprile 1965 e pochi mesi dopo, il 12 gennaio 1966, nacque la loro unica figlia Dalia Debora Gaberščik, oggi titolare della società di comunicazione Golgest e madre di Lorenzo e Luca, i due nipotini di Giorgio.

Lavorò fino all’ultimo, quando, dopo una lunga e terribile malattia – un cancro ai polmoni – Gaber si spense a 64 anni il 1° gennaio 2003. Poco dopo la sua morte vide infatti la luce un suo primo disco postumo: Io non mi sento italiano. I funerali di Gaber furono celebrati nell’Abbazia di Chiaravalle, lo stesso luogo in cui si era sposato, con rito cattolico, e il suo corpo riposa nella Cripta del Famedio del Cimitero Monumentale di Milano. Su Facebook una pagina ufficiale intitolata a suo nome ricorda l’arte, la storia e gli eventi legati al mitico cantautore.

EDS