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Monte Pollino
(Twitter)

Il dramma del Monte Pollino, morta anche una ragazza di 14 anni: “Momento straziante”, polemiche su allarmi inascoltati e regolamenti.

Nel dramma dell’ondata di piena del torrente Raganello a Civita in Calabria, ai piedi del Monte Pollino, nel quale sono rimaste uccise dieci persone, una delle persone decedute ha solo 14 anni. “Indossava il costume da bagno ed il suo corpo era vicino a quelli di altre vittime. È stato il momento più difficile e commovente”, hanno raccontato i soccorritori nelle ore immediatamente successive a un dramma che ha sconvolto il Paese.

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Molte le polemiche su presunti mancati allarmi, ma il capo Dipartimento della protezione civile, Angelo Borrelli, respinge tutte le accuse e ricorda: “C’era l’allerta gialla. E ricordo a tutti che con l’allerta gialla ci possono anche essere morti”. Sul caso la Procura della Repubblica di Castrovillari ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d’atti d’ufficio. Lo ha riferito il procuratore Eugenio Facciolla.

Insomma, stando a quando viene riferito da più parti, ancora una volta si è davanti a una tragedia evitabile. Infatti, il sindaco di Civita, Alessandro Tocci, aveva stilato un regolamento, che doveva essere condiviso dall’Ente Parco e dagli altre comuni in cui passa il torrente Raganello, vale a dire San Lorenzo Bellizzi, Francavilla Marittima e Cerchiara Calabra. Il regolamento sarebbe dovuto entrare in vigore dal 10 giugno al 30 settembre. Mancarono però le firme e quel provvedimento non fu applicato. Ora ci si trova davanti a  un bilancio che avrebbe potuto essere ancora più grave se non fosse stato per il grande impegno di Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino e Protezione Civile.

L’intervento dei Vigili del Fuoco