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Roberto Saviano
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Roberto Saviano torna a scagliarsi contro Matteo Salvini e contro la Lega: “Partito xenofobo e violento”

Continua la guerra a distanza tra Roberto Saviano e Matteo Salvini. Nei giorni scorsi lo scrittore si era lasciato andare ad un’invettiva davvero furibonda contro il leader della Lega, dopo che Salvini aveva espresso perplessità sull’opportunità che Saviano abbia ancora la scorta. “Sei solo un buffone. Ho avuto minacce di morte dai Casalesi e dai narcos messicani, adesso pensi che abbia paura di te? Fai solo propaganda sulla pelle dei più deboli”: così Roberto Saviano si era scagliato contro il suo avversario dialettico dal salotto romano di Fanpage. Ora un nuovo attacco.

Ospite sul palco di Parco Sempione di Milano, nel corso di “Ricetta Milano”, la grande tavolata multietnica da record lunga 2,5 km, lo scrittore napoletano ha lanciato un durissimo attacco al Ministro dell’Interno: “E’ solo teatro e propaganda. La Lega è un partito xenofobo e violento, Salvini fa soltanto teatro”. La manifestazione in cui era ospite Saviano è stata organizzata dall’associazione Kamba in collaborazione con il Comune di Milano, che chiude la rassegna “Milano senza muri”.

Roberto Saviano si scaglia ancora contro Salvini: ecco le sue parole

Roberto Saviano
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Un Roberto Saviano intenzionato a dare battaglia a Matteo Salvini, non solo per le osservazioni a titolo personale sulla scorta e tutto il resto ma anche sulle sue discusse e discutibili posizioni politiche: “Dire con quei toni che vuole censire i rom, senza approfondire mai, vuol dire lasciare intendere il gioco della stella, significa voler marchiare. Significa voglio le liste. Aiutare i migranti a casa loro? Suggestivo, ma nasconde qualcosa di molto ambiguo, significa semplicemente ‘lontano dai miei occhi’. Non c’è nulla di umanitario, nulla che sostenga il progetto del governo”.

Sulla questione della scorta: “Trovo terribile che un ministro parli pubblicamente di protezione, sono temi delicatissimi. Non puoi non sapere l’Abc del tuo mestiere. Il fatto è che lui sa che più la spara grossa più ha consenso. La sua strategia è toccare tutto ciò che sui social ha picchi, dai migranti ai vaccini: segue tutto, ma in realtà non approfondisce mai nulla. Sono tutte balle, è tutto teatro, è tutta propaganda. Perché non parla mai dei 50 milioni di euro rubati dalla Lega allo stato italiano? E’ una sentenza definitiva della cassazione, quella sui rimborsi elettorali falsi. Perché non ne parla?”.