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Giuseppe Conte premier
(VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Giuseppe Conte presidente del Consiglio: consultazioni al via dopo l’incarico conferito da Mattarella, chi vota la fiducia al nuovo governo e chi no.

Nel pomeriggio di ieri, il professor Giuseppe Conte, nome su cui hanno trovato la convergenza Lega e Movimento 5 Stelle nei giorni scorsi, è salito al Quirinale, dove il presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha conferito l’incarico per formare un nuovo governo. Il docente di diritto privato ha accettato con riserva. Intanto, ha già avviato le consultazioni con le forze politiche per capire se i numeri per la fiducia da parte delle Camere a un governo Lega-M5S ci siano.

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La fiducia al governo Conte: i numeri della maggioranza

Il primo nodo che dovrà quindi affrontare il professor Giuseppe Conte è quello dei numeri per formare la maggioranza. Questi, a meno che non ci siano delle sorprese, dovrebbero esserci sia alla Camera dei Deputati che a Palazzo Madama. C’è però una sostanziale differenza: a Montecitorio Movimento 5 Stelle e Lega avrebbero 346 voti (222 deputati M5s e 124 leghisti), dunque trenta in più rispetto alla maggioranza.

Al Senato, la situazione è un po’ più complessa, sebbene la maggioranza Lega-M5S dovrebbe comunque reggere. I due partiti hanno 167 seggi, sette in più rispetto ai 160 che rappresentano il minimo per la maggioranza. Potrebbero arrivare a 169 con i due ex M5S Buccarella e Martelli, espulsi dal Movimento per aver truccato i rimborsi, attualmente nel gruppo misto. Non dovrebbero poi esserci defezioni all’interno dei due gruppi parlamentari, ma la scorsa legislatura dimostra come nel Movimento 5 Stelle la “fuga” di esponenti verso altre formazioni politiche sia un problema reale.

Le consultazioni di Giuseppe Conte

Il giro di consultazioni è stato comunque avviato a mezzogiorno con Emma Bonino, eletta al Senato a capo della lista + Europa, che promette “un’opposizione molto rigorosa”, sostenendo: “Gli interessi dell’Italia si difendono in Ue e non contro la Ue”. Promette una forte opposizione anche il senatore Matteo Renzi, ex segretario dem: “Opposizione dura e rigorosa, ma civile. Adesso loro diventano il potere, loro diventano l’establishment, loro diventano la casta. Non hanno più alibi, non hanno più scuse”.

Anche Forza Italia starà all’opposizione, con Silvio Berlusconi che in una nota spiega: “Questo governo non potrà vedere il sostegno di Forza Italia, sia per la partecipazione di una forza politica con noi del tutto incompatibile come il M5S, sia per i programmi gravemente insufficienti a dare una risposta ai bisogni degli italiani”. Infine Maurizio Lupi, capogruppo di Noi con l’Italia: “E’ un governo espressione del Movimento cinque stelle, non lo sosteniamo”.

Governo Conte: il nodo ministri

Giuseppe Conte, intanto, dovrà anche capire quali nodi ci sono da sciogliere sulla questioni ministri. Quello principale è legato alla nomina al dicastero dell’Economia di Paolo Savona, già Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, con delega al riordinamento delle partecipazioni statali nel governo Ciampi e indicato attualmente vicino a posizioni ‘sovraniste’. L’economista viene difeso sia da Di Maio che da Salvini.

Spiega il capo politico del Movimento 5 Stelle: “Con Salvini e la Lega siamo perfettamente allineati. Stiamo cercando i migliori profili e tra i nomi c’è sicuramente il nome del professor Savona”. Più deciso l’intervento su Facebook di Matteo Salvini: “Savona è la figura in grado di rimettere l’Italia al centro del dibattito in Europa. Dico a tutti gli amici del centrodestra, di FI e FdI, di avere fiducia: faremo quello che va fatto”. E conclude: “Anche io avrei preferito avere l’incarico da Mattarella ma non è andata così. Io sono fiducioso che l’Italia torni a essere quello che era, non abbiamo niente da invidiare a nessuno. Se non governi che difendevano i loro interessi”.

A cura di Gabriele Mastroleo