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Dopo il nullaosta dell’autorità giudiziaria la famiglia Angrilli ha stabilito che il funerale di Marina e Ludovica, le vittime della tragedia di Chieti, si terrà questo venerdì.

Il gesto di Fausto Filippone è ancora avvolto nel mistero: non è ancora certo infatti cosa lo abbia spinto ad uccidere la moglie e la figlia prima di gettarsi lui stesso dal viadotto della A14 e completare la tragedia familiare. Mentre gli investigatori continuano ad esaminare gli hard disk dei computer di casa Filippone alla ricerca di una traccia che possa condurli alla motivazione del folle gesto dell’uomo, l’autorità giudiziaria ha concesso alla famiglia Angrilli il nullaosta per procedere ai funerali di Marina e Ludovica. A comunicare la decisione è stato il fratello di Marina che ad ‘Ansa’ ha dichiarato: “Abbiamo avuto il nulla osta dall’autorità giudiziaria  probabilmente i funerali ci saranno venerdì”.

L’uomo, però, si è riservato il diritto di non condividere ulteriori dettagli sulla cerimonia funebre, poiché desidera che il funerale rimanga un momento di raccoglimento e preghiera privato, lontano dall’attenzione mediatica di questi giorni: “Sono timoroso nel rivelare il luogo, anche se so che poi alla fine si verrà a saperlo comunque. Francamente ho il terrore, avendo vissuto certa stampa, le televisioni accampate fuori casa, di ritrovarmi un tale assembramento lì. E comunque gli ultimi particolari non sono ancora certi”.

Tragedia di Chieti: la follia omicida di Fausto Filippone

Oppresso da un periodo di crisi derivante dalla scomparsa della madre e forse da problemi con la moglie, Fausto Filippone ha convinto Marina Angrilli a seguirlo nella casa di Chieti affittata a studenti con una scusa, quindi le ha chiesto di scattarsi un selfie ed approfittando della sua distrazione l’ha spinta di sotto. Ancora fuori di senno è andato a prendere la figlia Ludovica dagli zii e l’ha condotta al margine del viadotto della A14 per buttarla di sotto (si pensa che possa averla drogata), quindi per ore è stato in bilico tra la vita e la morte, indeciso sul da farsi. I mediatori hanno provato a farlo ragionare, ma lui continuava a ripetere che aveva troppo da farsi perdonare e dopo aver chiesto scusa si è lanciato andando incontro alla morte.