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Quali sono le zone pericolose in Messico: cosa evitare e cosa non visitare se decidiamo di intraprendere un viaggio nel Paese del Centro America.

Messico zone pericolose
(Pixabay)

Il Messico è sicuramente una delle mete preferite per chi sceglie di volare in America per qualche giorno di vacanza e per come ogni Paese a ogni sconosciuto occorre sapere qualcosa prima di partire. Si tratta di curiosità con le quali un turista attento non può fare a meno di confrontarsi, ma il principale Stato Centro Americano deve fare i conti soprattutto con zone impervie e pericolose, dove forte è la diffusione della delinquenza comune e organizzata. Senza dubbio, preoccupano molto gli scontri tra bande rivali e tra queste e le forze di sicurezza. Anche Città del Messico, un luogo tutto da scoprire, non è esente da questo tipo di problematiche.

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Cosa evitare a Città del Messico

Nella Capitale, infatti, vi sono delle aree in cui prestare particolare attenzione: stiamo parlando di terminal di autobus, metropolitane, stazioni e mercati, ovvero luoghi affollati della metropoli dove furti e rapine sono all’ordine del giorno e i tentativi di contrastare questi fenomeni a oggi si sono rivelati quasi del tutto inutili. Vanno evitati i quartieri di Naucalpan, Tepito, Ecatepec. In quest’ultima zona, off limits è Estado de Mexico, parte della cintura urbana della Capitale. Solo nelle ore notturne, va poi evitato il Centro Storico. L’invito alla cautela è massimo anche in caso di manifestazioni di protesta che nella capitale e in altre parti del Paese sono all’ordine del giorno. Per tale ragione, la raccomandazione ai nostri connazionali è non solo di evitare i quartieri a rischio, ma anche di non recarsi a manifestazioni o a queste tipologie di assembramento. Oltre alla violenza per le strade, un altro dettaglio che va senza dubbio considerato è che il Messico è una nazione potenzialmente altamente sismica e Città del Messico non è esente.

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Luoghi da non visitare in Messico

Tra gli Stati da evitare in assoluto, c’è lo Stato di Guerrero, dove hanno avuto luogo numerosi episodi di violenza che hanno interessato sia le principali città che le zone più rurali e impervie. Insomma, Chilpancingo e Acapulco sono sicuramente località esotiche che restano nell’immaginario collettivo, ma sono altrettanto pericolose. Inoltre, nello Stato è molto diffusa la pratica dei sequestri “virtuali” anche ai danni di cittadini stranieri. Il metodo è ben collaudato, purtroppo: la vittima viene indotta con minacce telefoniche a recarsi in un determinato luogo indicato da criminali. Vengono fatte richieste di riscatto e si millanta che un proprio familiare è stato sequestrato. Una volta giunti sul posto, per i malcapitati inizia l’incubo. Vanno poi evitati viaggi, se non necessari, nello Stato di Tamaulipas, teatro di frequenti scontri a fuoco tra forze di sicurezza e membri di gruppi criminali. Occhio anche allo Stato di Jalisco, perché i cartelli del narcotraffico sono da sempre in lotta tra loro per il controllo del territorio e soprattutto con le forze di polizia. A Estado de Mexico sono poi all’ordine del giorno sequestri, assalti e omicidi. Va prestata attenzione anche negli spostamenti verso Sinaloa, Sonora, Nuevo Leon, Coahuila, Chihuahua, Baja California e Baja California Sur, Zacatecas, San Luis Potosi’, Veracruz. Principale bersaglio di molte rapine sono pullman adibiti a trasporto pubblico e turistico. La pratica è molto diffusa anche in Chiapas, dove la preoccupazione è però soprattutto per le popolazioni indigene che non vedono di buon occhio il turismo straniero, poiché poco rispettoso delle tradizioni. Anche prima di scattare una foto, il consiglio è quello di chiedere il permesso.

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Messico: le zone costiere più pericolose

Nemmeno il turismo riesce a evitare che vi siano scontri tra bande rivali, come dimostra la situazione nella Penisola dello Yucatan. Qui si trovano le località di Cancún, Playa del Carmen e Tulum, ovvero quelle a maggior afflusso turistico del Paese. Ma anche qui bisogna stare attenti a possibili episodi di furti di denaro e documenti o rapine. Massima attenzione va posta nell’evitare zone isolate o percorrere sentieri poco battuti. Purtroppo, i casi di criminalità non mancano e sono molti i turisti che negli ultimi anni sono rimasti coinvolti, qualcuno restando anche ucciso. Nelle zone costiere, si aggiunge anche il triste fenomeno degli incidenti stradali causati dalla guida in stato di ebbrezza soprattutto, ma anche dall’alta velocità. Altrettanto spiacevole è essere “pizzicati” al volante ubriachi: non sempre infatti ambasciate e consolati vengono avvisati per quanto riguarda fermi di turisti che possono anche essere molto prolungati. Per tutte le informazioni, l’invito è quello di seguire il sito Viaggiare Sicuri dell’Unità di Crisi della Farnesina prima di mettervi in viaggio.

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A cura di Gabriele Mastroleo