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Cisterna di Latina si poteva evitare? Le figlie potevano essere salvate? Il caso a Chi L’Ha Visto

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Durante la puntata del 14 marzo 2018 di Chi l’ha Visto ci si chiede se la tragedia di Cisterna di Latina si poteva evitare e, se soprattutto, qualcuno poteva essere salvato. Oltre al Carabiniere Capasso forse in casa vi era ancora una figlia, la più grande, ancora viva quando le Forze dell’Ordine sono arrivate dall’appartamento. Il ritardo dell’intervento, purtroppo, è al centro della discussione a Chi L’Ha Visto, gli uomini del GIS ovviamente non sono sotto accusa, ma la discussione nello studio della Sciarelli verte proprio su questo.

Cisterna di Latina: la dinamica delle trattative con Capasso

Tutto si svolge intorno alle 6 del mattino, dopo cinque ore e quaranta minuti dagli spari, quel giorno, ancora non si sapeva nulla. Il comandante Gabriele Vitagliano ha dichiarato alla stampa, quella mattina, che Capasso stava parlando con i suoi collaboratori professionisti, esperti di negoziazione. Alle 11.40 ancora non si sapeva se, d’intesa con la magistratura, si poteva fare irruzione. Non si sapeva se la bambine erano ancora vive oppure no. I carabinieri parlano con Capasso, continua la mediazione da un terrazzo all’altro e alle 12 il comandante Vitagliano continua a non rispondere alle domande inerenti la sorte delle bambine di otto e dodici anni e spiega che stanno ancora lavorando.

Alle 13.27, dopo sette ore dai primi spari i Carabinieri fanno irruzione e Capasso si uccide, lasciando una busta con dei soldi sul letto delle bambine morte.

Inoltre a Chi L’Ha Visto si discute anche della notizia per cui il parroco avrebbe dichiarato che la moglie di Capasso aveva perdonato il marito. Notizia insolita e che sembra non aver nessun fondamento.

L’esposto della moglie di Capasso contro il marito fu ignorato?

Capasso era stato sospeso per una truffa ai danni delle assicurazioni, aveva picchiato la moglie davanti al luogo di lavoro e alle bambine. Quindi ci si chiede perché il Carabiniere poteva ancora avere una pistola. Capasso era stato sospeso 5 anni in attesa di un processo penale concluso con prescrizione. L’Arma comunque doveva fare un procedimento disciplinare. Per quanto riguarda l’aggressione alla moglie in presenza di minori, il reato di maltrattamento è perseguibile d’ufficio quindi chi ha appreso questa notizia, ossia che il dipendente aveva colpito la moglie, doveva avvisare la magistratura che, a sua volta, doveva applicare provvedimenti restrittivi. Solo quindi, dopo l’intervento della magistratura, l’Arma poteva sospendere l’uomo. La denuncia di Antonietta, la moglie di Capasso fu fatta a settembre. Successivamente il Carabiniere aveva fatto una richiesta di diffida nei confronti della moglie chiedendole di non rispondere in modo aggressivo agli sms. L’avvocato in studio dalla Sciarelli di Chi L’Ha Visto ha dichiarato che questa richiesta fu folle. Dopo tre giorni la signora Antonietta è stata convocata e le chiedono delle cose evidenziate dal marito. Cosa ancora più strana visto che, dopo l’esposto di Antonietta da settembre a pochi giorni prima della morte, non si era fatto nulla.