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Diani Beach, Kenya (Nicor, CC BY 3.0, Wikicommons)

Dopo tante proposte sulle località dove trascorrere le vacanze natalizie e di Capodanno e quelle sulla neve per l’inverno 2018, è arrivato il momento di segnalarvi i Paesi pericolosi nel mondo, dove è meglio non andare in vacanza in questo momento. Motivi di instabilità politica e tensioni sociali sconsigliano infatti di recarsi in questi Paesi.

Alcune di queste destinazioni sono assolutamente da evitare, altre si possono visitare a patto che si usi la massima prudenza e si conosca bene il posto oppure si seguano guide esperte e fidate. Di seguito ve ne riportiamo un elenco, in base alle informazioni aggiornate dal sito web Viaggiare Sicuri, gestito dall’Unità di Crisi del nostro Ministero degli Esteri (Farnesina).

Paesi pericolosi dove non andare

Gli ultimi aggiornamenti sui Paesi a rischio nel mondo. Si tratta di luoghi dove sono in corso tensioni politiche e sociali. Ecco dove non andare in vacanza o dove si può andare ma solo usando la massima prudenza. Le segnalazioni seguono gli aggiornamenti del portale Viaggiare Sicuri, curato dalla Farnesina.

In primo luogo, vi ricordiamo i Paesi dove è assolutamente sconsigliato viaggiare, anche perché spesso inaccessibili o interdetti: Siria, Iraq, Libia, Mali, Afghanistan, la zona a Sud-Est della Turchia al confine con la Siria, infine la Striscia di Gaza. Si tratta di zone martoriate dalla guerra civile e spesso ad altissimo rischio di terrorismo. Inoltre la maggior parte di questi Paesi ha le frontiere chiuse oppure non è presente una sede diplomatica italiana. La Striscia di Gaza ha una situazione particolare, e per entrare qui occorre un’autorizzazione speciale.

I Paesi pericolosi dove non andare ora.

Egitto

Deserto Egitto, altopiano di Giza (iStock)

In Egitto è tornato a colpire il terrorismo. L’avviso da Viaggiare Sicuri.

Helwan. Attacchi a chiese copte ortodosse (29 dicembre 2017)

Si sono verificati attacchi contro chiese copte ortodosse a Helwan, a sud della capitale. Si raccomanda, durante tutto il periodo delle festività, di mantenere elevato il livello di attenzione in tutti i siti religiosi e nei luoghi pubblici o affollati, tra cui stazioni (ferroviarie, dei bus, della metropolitana), mercati, musei, stazioni di polizia e installazioni militari, e presso i siti governativi.

In Egitto la situazione di sicurezza si è deteriorata negli ultimi anni. A causa della difficile situazione economica nel Paese e del rischio terrorismo comune a gran parte dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo, l’Egitto vive un clima di instabilità che spesso sfocia in turbative per l’ordine pubblico e in azioni ostili, anche di matrice terroristica, con possibili risvolti anche contro gli stranieri presenti nel Paese. Ogni connazionale che si rechi in Egitto, sia per motivi professionali che turistici, deve quindi essere pienamente consapevole del fatto che gli effetti delle tensioni politiche e delle azioni terroristiche possono colpire indistintamente in ogni parte del Paese.
Alcuni episodi hanno avuto un forte impatto internazionale e conseguenze sui flussi turistici.
– il 24 novembre 2017 un grave attentato ha avuto luogo a Bir el Abed, nel nord del Sinai, provocando la morte di più di 300 persone;
– il 14 luglio 2017, due turiste straniere sono state uccise durante un attacco a un resort di Hurghada;
– il 26 maggio 2017, uomini armati hanno aperto il fuoco contro un autobus di pellegrini copti diretti al monastero di Anba Samuel, nei pressi di Minya, provocando morti e feriti;
– il 9 aprile 2017 (domenica delle palme) si sono verificate esplosioni a Tanta e Alessandria ed in particolare nella Chiesa di Mar Girgis di Tanta e nella Cattedrale di San Marco ad Alessandria che hanno causato morti e feriti.

A seguito di questi attentati è stato proclamato su tutto il territorio egiziano lo stato di emergenza per tre mesi, poi prorogato il 22 giugno per ulteriori tre mesi e dal 13 ottobre prorogato ulteriormente di tre mesi. Maggiori informazioni sulle misure previste dallo stato di emergenza sono disponibili sul sito dell’Ambasciata d’Italia al Cairo al seguente link: www.ambilcairo.esteri.it/ambasciata_ilcairo/it/ambasciata/news/dall-ambasciata/introduzione-dello-stato-di-emergenza.html;

La Farnesina raccomanda di evitare i viaggi non indispensabili in Egitto in località diverse dai resorts situati a Sharm el-Sheik, sulla costa continentale del Mar Rosso, nelle aree turistiche dell’Alto Egitto e di quelle del Mar Mediterraneo, ove mantenere comunque elevata la soglia di attenzione in quanto, seppur sottoposti a controllo da parte della autorità di sicurezza, non possono essere considerati completamente immuni da possibili minacce.

Kenya

Tsavo East National Park (Key45, CC BY 2.0, Wikipedia.en)

Il Kenya è da tempo attraversato da forti tensioni politiche e sociali che ne fanno una meta di viaggio non più sicura come un tempo. Permangono le tensioni seguenti alle elezioni presidenziali dello scorso ottobre. L’avviso della Farnesina:

Elezioni presidenziali – Sicurezza

L’opposizione ha annunciato che non intende riconoscere i risultati delle elezioni presidenziali svoltesi il 26 ottobre scorso e permane, quindi, il rischio di instabilità della situazione politica.
Questo periodo può essere caratterizzato da forti tensioni con manifestazioni, anche violente, e dal blocco temporaneo delle principali vie di comunicazione terrestri del Paese.
Particolare attenzione dovrà essere esercitata nelle Contee di Kisumu, Homa Bay, Naivasha e Nakuru, nei centri urbani di Nairobi, Mombasa, Malindi e Kisumu, nonché negli slam di Kibera, Mathare, Dandora e Kawangware nell’agglomerato urbano di Nairobi.
Si continua pertanto a raccomandare ai connazionali di:
– evitare eventuali manifestazioni e luoghi di assembramento;
– mantenere alta la soglia di attenzione negli spostamenti, limitandoli a quelli effettivamente necessari;
evitare di utilizzare mezzi pubblici, in particolare durante le ore notturne;
– tenersi informati sull’evoluzione della situazione nel Paese monitorando i media;
– consultare la Sezione Sicurezza della scheda pubblicata sul sito VS per maggiori dettagli sugli altri fattori di rischio;
– attenersi alle indicazioni delle Autorità locali.

Honduras

Caribbean, Honduras, Roatan Island, West End Beach (Thinkstock)

Permangono le tensioni sociali e politiche in Honduras. Gli avvertimenti della Farnesina:

Manifestazioni – Aggiornamento

Dal 26 novembre 2017, giorno delle elezioni generali, si sono tenute in molti Dipartimenti del Paese manifestazioni che sono sfociate a più riprese in scontri ed episodi di violenza e saccheggio, in particolare nella Capitale e in San Pedro Sula. Nuove manifestazioni possono verificarsi in qualsiasi momento o con breve preavviso. Alla luce di tali tensioni il Governo ha indetto lo scorso 1 dicembre il coprifuoco, attualmente in vigore solo in alcuni Dipartimenti.
Tale misura prevede la temporanea sospensione di alcune garanzie costituzionali tra cui il diritto alla libera circolazione in orari serali/notturni.
Si raccomanda pertanto ai connazionali di:
– valutare l’opportunità di posticipare i viaggi non indispensabili nel Paese;
– di evitare, a chi si trovi già nel Paese, ogni tipo di assembramento, attenendosi scrupolosamente alle indicazioni delle Autorità locali;
– seguire gli sviluppi della situazione attraverso i mezzi di comunicazione disponibili, incluso il sito web e l’account Twitter dell’Ambasciata d’Italia, agli indirizzi www.ambguatemala.esteri.it e @ItalyinGT.

Brasile

Natal, Brasile (Thompson Sa – Flickr, CC BY 2.0, Wikipedia)

Segnalazioni per problemi di sicurezza vengono anche dal Brasile. Aggiornamenti dalla Farnesina:

Rio Grande do Nord – Sciopero Forze di Polizia

A causa di uno sciopero delle forze di polizia, militare e civile, dello Stato del Rio Grande do Norte, si sta registrando in tutto il territorio dello Stato un aumento degli episodi di criminalità.

Si raccomanda pertanto la massima prudenza, di tenersi costantemente informati sugli sviluppi della situazione sui media e di seguire scrupolosamente eventuali indicazioni diramate dalle autorità locali.

Repubblica Democratica del Congo

Kipushi, Repubblica Democratica del Congo (JUNIOR KANNAH/AFP/Getty Images)

La Repubblica Democratica del Congo non è certo una meta abituale di viaggio, tuttavia è bene ricordare l’ultimo aggiornamento sul Paese dalla Farnesina:

Manifestazioni

Sono annunciate manifestazioni nelle principali città del Paese nei giorni 29, 30 e 31 dicembre.
Scontri violenti tra forze dell’ordine e manifestanti sono possibili. Si raccomanda di elevare ulteriormente la soglia di attenzione, evitando qualsiasi assembramento, tenendosi aggiornati sugli sviluppi attraverso i media, e limitando all’essenziale gli spostamenti sino al termine degli eventi.

La RDC è stata negli ultimi anni teatro di gravi scontri violenti con decine di vittime specie nella città di Kinshasa. Nonostante Governo e opposizione abbiano raggiunto un accordo sulla gestione del periodo transitorio fino alle prossime elezioni previste per il 23 dicembre 2018, sono sempre possibili nuove proteste e disordini che potrebbero rigenerare violenze.
Non possono escludersi barricate improvvise, in particolare lungo l’asse stradale tra il centro città di Kinshasa e l’aeroporto.
Le Autorità congolesi hanno rafforzato le misure di sicurezza nella capitale, con posti di blocco in particolare nelle ore notturne.
La crisi economico-sociale e decenni di guerra hanno reso frequenti estorsioni, aggressioni e rapimenti lampo a scopo di rapina, anche nella Capitale e nelle principali città del Paese.
Episodi di criminalità comune sono talvolta riconducibili ad elementi appartenenti alle stesse Forze di Polizia, alle Forze Armate o ad altri corpi delle forze dell’ordine.
Atti di criminalità violenta sono spesso attribuiti agli “Shegue” (adolescenti di strada) ed ai Kuluna (giovani più “anziani” molto più pericolosi) che agiscono in bande, anche di giorno, soprattutto nei quartieri più popolari.

Alla luce del contesto generale di sicurezza, si sconsigliano i viaggi non necessari nel Paese.
A coloro che già si trovino nel Paese o intendano comunque recarvisi, si raccomanda cautela durante la permanenza, mantenendo elevata la soglia di attenzione, evitando i luoghi di maggiore affollamento quali manifestazioni e assembranti, soprattutto nei pressi dei principali edifici pubblici (Parlamento, edifici governativi, sedi di istituzioni e partiti politici, Università ecc.)

Gerusalemme e Territori Palestinesi

Gerusalemme (Thickstock)

Rimane delicata la situazione a Gerusalemme e nei Territori Palestinesi a seguito delle nuove tensioni che sono venute a crearsi dopo la decisione di Donald Trump di spostare la sede dell’ambasciata Usa in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendola di fatto capitale dello Stato di Israele. La città è contesa dai Palestinesi e dovrebbe diventare la capitale di due Stati. La decisione di Trump ha suscitato preoccupazione a livello internazionale e fatto segnare già delle tensioni a Gerusalemme e in Cisgiordania, con scontri, morti e feriti.Gli aggiornamenti dalla Farnesina:

Gerusalemme e Cisgiordania: tensioni

In considerazione delle tensioni in corso, si raccomanda ai connazionali a Gerusalemme e in Cisgiordania di:
– elevare la soglia di attenzione, tenere un comportamento prudente ed evitare ogni assembramento;
limitare allo stretto necessario le visite nella Città Vecchia di Gerusalemme, nei suoi dintorni e in Cisgiordania.

Venezuela

Caracas, Venezuela (Nancy Pestana González, CC BY-SA 3.0, Wikicommons)

Rimane difficile la situazione in Venezuela, per la gravissima crisi economica e le tensioni politiche. L’aggiornamento dalla Farnesina:

Alla luce delle continue tensioni e del deterioramento delle già critiche condizioni di sicurezza, si raccomanda di posticipare i viaggi non necessari nel Paese.
La situazione generale permane estremamente precaria, con episodi di criminalità largamente diffusi che si verificano con sempre maggiore frequenza.  Si registrano numerosi casi di rapine a mano armata a danno di visitatori stranieri, talvolta con esiti tragici, oppure sequestri a scopo di estorsione (che hanno coinvolto anche cittadini italiani residenti).
Si segnalano frequenti tentativi d’estorsione ai danni di turisti stranieri, anche da parte di persone che vestono le uniformi delle forze di sicurezza o di altri organismi pubblici. Episodi del genere sono stati segnalati anche negli aeroporti, soprattutto a quello di Maiquetía, il principale del Paese.
Frequenti sono  le manifestazioni di protesta, con accresciuta intensità negli ultimi mesi, degenerate in scontri e gravi disordini, con tanto di vittime.
Si invitano i connazionali presenti nel Paese a mantenere un atteggiamento ispirato alla massima prudenza, ad evitare ogni possibile assembramento o manifestazione e a mantenersi sempre aggiornati sull’evoluzione della situazione.