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Barcellona: i turisti non sono più i benvenuti

mercoledì, 17 maggio 2017

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Barcellona (iStock)

Basta turisti. Barcellona non ce la fa più. Sono troppi e invadenti i visitatori che tutto l’anno affollano le strade della città catalana. Barcellona deve sicuramente molto al turismo. In periodi di crisi economica, persone che in gran quantità si riversano in una località, dormono, mangiano e spendono, sono un toccasana. Tuttavia arriva il momento in cui il troppo è troppo.

Meta amatissima, soprattutto dai giovani, per la sua vivacità e la movida, Barcellona ha deciso di dire basta all’assedio dei turisti. In particolare del turismo volgare e cafone. Complici le compagnie low cost, arrivano di continuo in città visitatori che non sono tanto interessati alle belle artistiche e architettoniche della capitale della Catalogna, quanto piuttosto alla baldoria, all’eccesso, al divertimento sfrenato. Così Las Ramblas, le vie e le piazze della città si riempiono di gruppi di turisti molesti, per lo più giovani, ubriachi, che urlano e fanno confusione a qualsiasi ora del giorno e della notte. La vitalità, l’apertura e la rilassatezza tipiche di queste parti sono state scambiate per diritto a fare qualunque cosa. Il che ha finito per esasperare gli abitanti di Barcellona.

Non è la prima volta che accade, vi avevamo già segnalato la crescente insofferenza della città per il turismo di massa e le conseguenze spiacevoli che porta.

Barcellona: basta turismo di massa e gentrficazione

Al caos dei turisti, che lo scorso anno hanno raggiunto a Barcellona la cifra monstre di 32 milioni di persone, si aggiunge il problema della gentrificazione. Ossia il progressivo spopolamento dei residenti e la chiusura di locali e negozi tradizionali, anche storici, a causa dell’esplosione dei prezzi degli immobili. I costi delle abitazioni e dei locali commerciali diventano insostenibili per i comuni residenti e i piccoli negozianti. Con la conseguenza che solo le grandi catene commerciali, le grandi società multinazionali possono permettersi di acquistare e gestire locali, appartamenti o palazzi. Una circostanza che porta ad una progressiva spersonalizzazione della città e che non riguarda solo Barcellona. Abbiamo così molte grandi città che hanno perso o stanno perdendo la loro anima autentica per trasformarsi in centri urbani uguali in tutto il mondo, a parte qualche caratteristica architettonica dei centro storici, Ovunque si trovano gli stessi negozi, che vendono le stesse cose, le stesse catene di ristoranti, magari economiche ma scadenti. Un trionfo del cheap e del kitsch che sta travolgendo lo spirito autentico delle città europee.

Barcellona sta perdendo quello spirito indipendente che l’ha resa famosa, quel clima di apertura ai fermenti artistci e alle sperimentazioni che l’ha resa una città accogliente per artisti del calibro di Gaudì. Al fermento e alla vivacità culturale si sono sostituiti la movida low cost e cafona, la confusione fine a se stessa. Al posto delle botteghe artigiane si vedono negozietti di souvenir di scarso valore.

Si sta svendendo l’anima della città al denaro facile. Un turismo a buon mercato poco consapevole e poco interessato alle autentiche bellezze di Barcellona, Agevolato dal flusso continuo di voli low cost e dall’esplosione dei B&B in città, a cui anche su questo fronte si tenta di porre un argine.

Recentemente a Barcellona sono cresciute le proteste contro la gentrificazione, che si sono tenute proprio in uno dei luoghi simbolo del turismo in città, Las Ramblas. La città sta dicendo ai turisti di stare alla larga. Anche l’amministrazione comunale sta cercando di porre un freno all’assalto dei turisti. Il primo provvedimento concreto è stato quello di vietare la costruzione di nuovi hotel nel centro della città.

Il comune di Barcellona, guidato dalla sindaca Ada Colau, ha formulato un piano strategico per tutelare i suoi cittadini e regolare il turismo. Le misure di questo piano consistono nell’aumentare le tasse sulla proprietà di appartamenti e case per le vacanze, abolire le licenze edilizie per tutti gli stranieri. Non solo, per i turisti che provengono da fuori città saranno aumentati i costi dei trasporti in arrivo a Barcellona.

Che ne pensate di questi provvedimenti? Li ritenete giusti? Da noi in Italia per contenere il turismo di massa si è deciso di introdurre il numero chiuso alle Cinque Terre.

Guida di Barcellona: video

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