Un villaggio scavato nella roccia, il blu del Libico che spinge da sud, volti giovani che cercano un’estate diversa: Matala non è solo una spiaggia, è una storia che ti cammina accanto. E “The Beach”, la serie TV greca arrivata in chiaro su Rai 2, ti invita a rivedere ogni caletta come una scena che non finisce mai.
Matala sta nell’angolo meridionale di Creta. È un porto naturale incastonato in falesie di tufo. Da Heraklion sono circa 70 km, un’ora e mezza di strada semplice. La luce cambia di continuo. Il Mare Libico dà riflessi netti. Le grotte nella parete ovest sembrano un alveare. Le hanno scavate in età romana per ospitare sepolture. Negli anni ’60 e ’70 le hanno abitate i ragazzi dell’onda hippie. Oggi sono un sito protetto: si visita, ma con percorsi delimitati.
Qui “The Beach” ha trovato il suo tono. La serie, ambientata a fine Anni Sessanta, guarda Matala con occhi nuovi. Non spinge sulla cartolina. Mostra polvere, sole e una libertà imperfetta. In Italia è la prima produzione greca trasmessa in chiaro su Rai 2. Le riprese hanno toccato Matala e altre aree della costa sud di Creta. L’elenco preciso delle location non è pubblico in modo completo: alcune scene d’epoca sono state ricostruite per esigenze narrative. Ma il respiro del luogo è autentico. Lo riconosci nei controcampi: la curva della baia, il profilo delle isole Paximadia a ovest, il vento che asciuga le frasi.
Matala, tra grotte e mito hippie
La spiaggia principale è comoda. Sabbia dorata, acqua subito profonda. In estate è sorvegliata. A nord, la lunga Kommos Beach lega il presente al passato. Qui c’è un sito minoico aperto a tratti, con resti di magazzini portuali. Sulla sabbia nidifica la Caretta caretta: in alta stagione alcune aree sono recintate. A sud, dopo un sentiero di 30-40 minuti, la Red Beach (Kokkini Ammos) sorprende con dune rosse e un’acqua più scura. Serve acqua nello zaino e scarpe. Il sole picchia, ma lo sforzo vale.
La sera Matala si svela. Le taverne mettono tavoli bassi. L’odore è di origano e pesce alla griglia. Qualcuno suona. Non è nostalgia organizzata. È un ritmo che viene facile. In piazza si balla anche se non vuoi. Capita di parlare con chi vive qui tutto l’anno. Ti dice che l’inverno è breve e serio. Che il sud protegge e isola insieme.
La costa sud: set naturale oltre la serie
Se hai un’auto, spingiti nella piana della Messarà. A 15 km c’è Phaistos (Festo), il secondo palazzo minoico dell’isola. La vista sul Tavromenos è larga. Il caldo sale dal terreno. Poco oltre, Kalamaki e Kokkinos Pirgos offrono spiagge ampie e meno affollate. Verso est, le gole degli Asterousia scendono dritte al mare: Agiofarago è un piccolo fiordo raggiungibile a piedi in meno di un’ora, con pareti verticali e acqua immobile. Più a ovest, se hai tempo, Preveli regala il fiume che sfocia tra palme e sabbia fine.
Quando viaggiare? Maggio-giugno e settembre-ottobre danno il meglio: 24-28 °C di giorno, venti moderati, mare limpido. Ad agosto l’afoso si sente. Gli autobus KTEL collegano Heraklion e Matala in circa due ore. In loco si cammina bene. Ricorda che i droni sono vietati nelle aree archeologiche e che la costa ha tratti senza ombra.
“The Beach” usa questo sud come un personaggio. Non ti chiede di guardare: ti chiede di restare. E allora viene naturale chiedersi se non sia proprio questo il punto. Arrivare fin qui per cercare una risposta, e trovarne due: una nel rumore dell’onda, l’altra in una grotta che guarda il blu come fosse la prima volta.
