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News | Incredibile Giappone: Autostrada ricostruita in 6 giorni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:06
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GIAPPONE INCREDIBILE AUTOSTRADA TERREMOTO / ROMA – Due settimane fa, l’11 marzo, il Giappone era stato dilaniato da uno dei più tremendi terremoti della sua storia e sommerso da uno spaventoso tsunami. Dopo 15 giorni, nonostante l’incubo nucleare non smetta di preoccupare, nonostante la lista delle vittime tristemente si aggiorna (più di diecimila i morti, oltre 17 mila i dispersi), nonostante intere città non esistano più e con un’economia duramente colpita, il Giappone non molla e reagisce, mostrando al mondo di potercela fare. La compostezza, la dignità e il coraggio di questo popolo lo si è visto in maniera esemplare nel lavoro di quei tecnici che sfidano, in una guerra persa in partenza, il mostro radioattivo di Fukushima. Il loro intervento salverà probabilmente un’intera nazione e anche di più, ma non la loro vita.  E il Giappone che reagisce lo si vede anche dal lavoro incessante di ricostruzione:  in meno di sei giorni un tratto dell’autostrada a nord di Tokyo, letteralmente aperto dal sisma con l’asfalto sconnesso e con voragini profondissime, è stato perfettamente rifatto: le auto possono nuovamente correre. Il Corriere della Sera racconta che il merito di ciò è dell’ingegner Makoto Ishikawa, della società di gestione Nexco, che senza esitazioni ha risolto in tempi record  un guaio che avrebbe provocato seri intoppi alla circolazione nell’area più popolosa del Giappone (42 milioni di abitanti). Fare paragoni con l’Italia e con i  nostri tempi di ricostruzione post-sisma (dal Belice, all’Umbria all’Aquila gli esempi sono innumerevoli) sarebbe indecoroso e offensivo per noi altri. Il Sol Levante, nonostante tutto, sorge ancora.

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.