Una luce morbida sulle colline, piazze che profumano di tiglio, un calendario che si apre come una mappa. La domanda è semplice: quando andare in Toscana? La risposta, come spesso accade qui, segue il ritmo delle stagioni e di ciò che cerchi nel viaggio.
Primavera, tra verde e quiete
La Toscana in primavera è una promessa mantenuta. Le colline sono fitte, la campagna toscana brilla di verde nuovo. Le temperature medie diurne si aggirano intorno ai 18–22°C. Ad aprile può piovere, a maggio e giugno di solito il cielo regge meglio. Musei e siti iconici, come la Galleria degli Uffizi o la Torre di Pisa, hanno code più brevi. Serve solo una giacca leggera e uno strato impermeabile. È il momento giusto per camminare tra i filari del Chianti, fare una strada bianca in Val d’Orcia, ascoltare un quartetto del Maggio Musicale a Firenze. Le rievocazioni storiche nei borghi aggiungono tono: tamburi, gonfaloni, archi tesi nelle piazze. Le date cambiano ogni anno: meglio verificarle prima di partire.
Estate, energia e luce piena
In estate, la luce non molla. Le massime toccano spesso i 30–35°C, con picchi in luglio e agosto. Il mare chiama: spiagge di Versilia, baie della Maremma, pinete fresche sullo sfondo. Qui la serata rimedia al giorno. A Siena, il cuore accelera con il Palio di Siena. A Torre del Lago, il Festival Puccini porta l’opera a cielo aperto. Il prezzo del biglietto? Più folla, tariffe più alte, prenotazioni obbligate. In città fa caldo: scegli mattina presto e tardo pomeriggio, riposa nelle ore centrali. Sui crinali di Volterra o a Montepulciano entra una brezza che salva la giornata.
Fin qui, la scena. Ma qual è davvero il periodo migliore?
Per equilibrio tra meteo, costi e vivibilità, vincono due finestre: fine maggio–metà giugno e metà settembre–inizio ottobre. Nella prima, il verde è intenso e le giornate sono stabili. Nella seconda, l’aria è limpida, l’acqua del Tirreno resta mite (23–24°C), le folle calano. Le massime stanno spesso tra 24 e 28°C. In campagna arriva la vendemmia: trattori all’alba, profumo di mosto, trattorie che accendono i funghi. Le strade sono scorrevoli, i ristoranti hanno posti anche senza anticipo e puoi fermarti dove la luce è più bella.
Preferisci il pieno della natura? Punta su aprile e maggio, sapendo che qualche pioggia è nel gioco. Vuoi festival, mare e vita di piazza fino a tardi? Vai a luglio, ma costruisci il ritmo: alba, pausa, tramonto. Ti attira il gusto? Settembre e ottobre regalano olio nuovo, tartufo che si annuncia, vigne che sfumano in rame. D’inverno, infine, città d’arte più quiete e terme che fumano all’aperto: terme di Saturnia, Bagno Vignoni, San Casciano. Sulla costa l’inverno è mite; nell’entroterra può fare freddo e in Appennino nevica.
Un’immagine per chiudere. Sei su una strada che serpeggia tra colline e cipressi. A sinistra una vigna, a destra un casale con il forno acceso. Il sole scende piano. Non è tardi, non è presto. È il momento giusto. Qual è il tuo?





