CIR, CIN e affitti brevi, un argomento caldo nel turismo: con questo strumento è più facile mettersi in regola
Negli ultimi anni, il panorama degli affitti brevi ha subito una significativa trasformazione normativa, mirata a incrementare la trasparenza e la tracciabilità nel settore turistico. Al centro di questa evoluzione si trovano due codici fondamentali: il Codice Identificativo Regionale (CIR) e il Codice Identificativo Nazionale (CIN). Questi strumenti sono diventati indispensabili per chi opera nel settore delle locazioni brevi e delle strutture ricettive, rappresentando un passo importante verso una maggiore regolamentazione del mercato.

Il CIR viene rilasciato dalle autorità regionali e attesta la registrazione della struttura presso gli enti locali competenti. Il suo ottenimento è il primo passo necessario per chi desidera avviare un’attività di affitto breve o gestire una struttura ricettiva. Una volta acquisito il CIR, è possibile procedere con la richiesta del CIN presso la Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR), un registro nazionale che raccoglie tutte le informazioni relative alle strutture turistiche operative sul territorio italiano.
Affitti brevi, uno strumento efficace
L’importanza di questi codici non si limita alla mera burocrazia; essi devono essere esposti in maniera visibile all’ingresso delle strutture e inclusi in ogni annuncio pubblicitario su piattaforme come Booking.com o Airbnb. Questa disposizione garantisce agli ospiti di soggiornare in luoghi che rispettano i requisiti legali imposti dalle autorità, contribuendo così a elevare lo standard qualitativo dell’offerta turistica italiana.
La digitalizzazione dei processi amministrativi ha introdotto uno strumento efficace per facilitare l’ottenimento dei codici CIR e CIN: la firma digitale. Grazie a questa tecnologia, molte delle comunicazioni con le autorità competenti possono avvenire tramite piattaforme telematiche regionali e nazionali come il SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive), semplificando notevolmente le procedure burocratiche.

La presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) attraverso il SUAP rappresenta il primo passaggio obbligatorio per chi intende avviare un’attività ricettiva. L’utilizzo della firma digitale in questo contesto permette non solo di autenticare i documenti allegati ma anche di accelerare i tempi di elaborazione delle pratiche da parte degli uffici competenti.
Una volta accolta la SCIA, l’operatore può procedere con la richiesta del CIR attraverso i portali predisposti dalle singole regioni. Anche in questo caso, l’utilizzo della firma digitale risulta essere un requisito spesso necessario per completare correttamente la procedura online.
Infine, l’accesso alla BDSR per richiedere il CIN segna l’ultimo step del processo. Anche qui, grazie all’autenticazione tramite SPID o CIE e alla possibilità di firmare digitalmente i documenti richiesti direttamente sulla piattaforma online del Ministero del Turismo, gli operatori possono finalizzare rapidamente l’inserimento della propria struttura nella banca dati nazionale.
Sebbene ogni regione possa presentare specificità nella procedura d’ottenimento dei codici identificativi legati agli affitti brevi e alle strutture ricettive, ciò che emerge chiaramente è l’importanza crescente della firma digitale nel semplificare queste pratiche amministrative. La digitalizzazione offre quindi non solo vantaggi in termini di efficienza ma anche maggiore sicurezza nelle comunicazioni con gli enti pubblici coinvolti nell’iter burocratico.





