Pioggia di sangue in Italia: cos’è veramente e cosa succederà questo weekend

Meteo weekend: arriva la pioggia rossa e i cieli si colorano di giallo. Ma perché accade? A cosa è dovuto questo fenomeno? Scopriamolo insieme.

Sta arrivando un weekend di maltempo. Vi abbiamo spiegato che questo ultimo fine settimana di aprile sarà all’insegna delle piogge su alcune regioni italiane, ma quello a cui forse non siete preparati è la pioggia rossa, o pioggia di sangue e i cieli gialli che compariranno sulle nostre teste.

Vedere il cielo colorarsi di ocra e scoprire che le gocce di pioggia che cadono dalle nuvole non sono bianche può destare stupore, certo. Ma in realtà dietro a quello che può lasciare sgomenti c’è invece una spiegazione scientifica e meteorologica piuttosto semplice! Scopriamola insieme.

Perché la pioggia è rossa e il cielo si colora di giallo?

Le previsioni meteo per questo weekend sono incerte. Molte regioni d’Italia saranno travolte dal maltempo ma quello che lascerà molti senza parole è che la pioggia sarà rossa e i cieli gialli. Perché?

Come spiegano gli esperti meteorologi di 3bMeteo un vortice di bassa pressione sta interessando da qualche giorno ormai il nord Africa alzando tantissima quantità di polvere e sabbia sahariana. Questa è quindi “intrappolata” in cielo e trasportata dalle correnti a grande distanza dalla terra d’origine, fino al Nord Europa.

Ecco perché il cielo sarà color ocra e la pioggia rossa, perché proprio nelle nubi si cela la sabbia e quella che cade a terra nelle gocce d’acqua darà al terreno, ma anche alle macchine dobbiamo ammetterlo, un colore rossastro.

Cosa significava la pioggia di sangue?

Ovviamente la pioggia rossa non è un fenomeno meteorologico nuovo. In passato però, quando ancora non si sapeva la spiegazione scientifica, era facile pensare che dal cielo “piovesse sangue” e spesso è stato interpretato come un evento mistico o soprannaturale. Tuttavia, agli inizi del XIX secolo lo scienziato Giuseppe Maria Giovene capì da cosa era dovuta la pioggia rossa caduta in Puglia nel 1803. Anche se con qualche errore perché all’epoca pensò che fossero polveri del Vesuvio. Dopo vari studi capì che invece era sabbia dell’Africa!