Minacce di morte dalla famiglia perché lesbica, la storia di Malika

Malika è stata insultata, cacciata di casa e ripudiata dalla sua famiglia solo perché lesbica. Una vera e propria tragedia. 

Malika ha solo 22 anni ma si è trovata coinvolta in una vicenda che somiglia fin troppo a un incubo. Una vicenda che le ha cambiato la vita per sempre e che oggi fa apparire il suo nome su tutti i giornali.

Tutto ha inizio a gennaio, a Castelfiorentino. Proprio in quel periodo decide di parlare alla madre della sua omosessualità. Una lettera accoglie il suo messaggio, ma la missiva non viene accolta positivamente dalla madre. Insulti e minacce piombano sulla giovane come un fulmine a ciel sereno. Quei 30 messaggi di insulti danno il via all’incubo di Malika.

Minacce di morte a Malika: “Se ti vedo t’ammazzo”

“Mi fai schifo, schifo schifo!”, “Spero ti venga un tumore, se ti vedo t’ammazzo”. Questi sono solo alcuni dei messaggi che sua madre le hai inviato. Dal marasma di odio non si salva neanche la fidanzata della 22enne che viene insultata pesantemente: “Le taglio la gola!”, si sente sempre dai messaggi vocali.

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Oltre alle minacce, i genitori decidono di cacciare di casa la figlia. Non le permettono di prendere nulla di ciò che ha lasciato a casa, tutto ciò che le rimane sono i vestiti che ha addosso. Malika ha anche cercato di riappropriarsi dei suoi averi ma senza successo. Al suo arrivo a casa con i carabinieri sua madre avrebbe esordito con “Io non conosco quella persona”. Un’affermazione che spezza il cuore della 22enne.

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La ragazza ha confessato di aver sempre avuto un rapporto conflittuale con i genitori, specialmente con la madre. “Lo scorso anno scelsi di iniziare a giocare a calcetto, lo scoprirono e mi picchiarono. Volevo uccidermi, mi ricoverarono in ospedale, e scattò la denuncia d’ufficio per i lividi che avevo sul corpo. Ma poi la ritirai, per me intimidazioni di mia madre”.

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A schierarsi dalla parte di Malika c’è anche il sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni. “Tenterà con tutti i mezzi a mia disposizione di darle una mano. Come sindaco, non permetterò mai che una persona possa essere discriminata in questo modo”, ha commentato il primo cittadino. Verso la ragazza è scattata una vera e propria gara di solidarietà.  Il centro Antiviolenza Bonario Donna vicino la stazione di Castelfiorentino raccoglierà le disponibilità per aiutare la 22enne dalle 16 alle 18.