Il sindaco di Opera, Antonino Nucera, arrestato: gravi accuse

Antonino Nucera, sindaco di Opera, è stato messo agli arresti domiciliari insieme alla compagna Rosaria Gaeta e a tre imprenditori

Antonio Nucera

Da più di un anno il mondo sta facendo i conti con la pandemia di Covid-19 e, da subito, la cosa più richiesta erano state le mascherine chirurgiche. Queste, soprattutto nei primi mesi, erano un bene prezioso: praticamente introvabili, si faceva di tutto pur di averne. Proprio per questo il sindaco di Opera, Antonino Nucera, ha fatto dirottare delle forniture di mascherine chirurgiche destinare alla Protezione civile ai suoi uffici. Quelle mascherine erano destinate inizialmente ad anziani della Rsa Anni azzurri Mirasole, della frazione di Noverasco. Tuttavia sono finite ad amici e parenti del sindaco, e anche a dipendenti comunali e ad agenti di polizia locale. Questi ultimi le avrebbero dovute ricevere direttamente dalla Regione Lombardia ed erano proprio loro che tenevano controllala la cittadina con droni per evitare che qualcuno sgarrasse il coprifuoco.

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Tutti gli invischiati nel caso del sindaco di Opera

In totale sono più di 2.800 i dispositivi di protezione sanitaria al centro dell’inchiesta “Feudum”, che si sta occupando della faccenda. L’ironia sta nel fatto che Nucera stesso, nei primi mesi di pandemia, si era scagliato contro il Governo proprio sulla mancanza delle mascherine. Inoltre, si era anche fatto fotografare con la divisa della Protezione civile mentre ne distribuiva ai cittadini.

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Il sindaco di Opera, Antonino Nucera, è stato accusato di peculato e l’ordinanza firmata dal gip Fabrizio Filice ha disposto per lui gli arresti domiciliari. Stessa sorte è capitata alla sua compagna, Rosaria Gaeta, che è inoltre a capo dell’ufficio tecnico del comune di Opera. Insieme a loro le forze dell’ordine hanno arrestato anche tre imprenditori: Giovanni Marino, Giuseppe Corona e Rosario Bonina. I carabinieri hanno agito nelle province di Milano, Lodi, Varese e Messina. L’inchiesta ha portato alla luce non solo l’appropriazione indebita delle mascherine, ma anche tutta una serie di appalti pilotati, che il sindaco aveva affidato a imprese amiche. Inoltre, il sindaco era anche invischiato nello smaltimento di materiali di scarto in maniera illecita. Tutto questo per ottenere favori personali come la ristrutturazione gratuita di una casa a a San Donato Milanese, di proprietà della compagna.

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