Dove andare a lavorare in smart working all’estero: i Paesi con agevolazioni

Molti Paesi offrono condizioni fiscali per lavoratori in smart working. Ecco dove conviene andare

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Lavorare in smart working: i Paesi che ospitano e offrono agevolazioni fiscali

Se tutto il vostro ufficio è un pc forse dovreste valutare l’opportunità di fare le valigie e partire. Molti Paesi guardano infatti con interesse a questa nuova categoria di lavoratori, i cosiddetti nomadi digitali, ovvero coloro che possono lavorare da ovunque basta avere un computer e una connessione wi fi. Ci sono interessanti agevolazione fiscali per chi decide di cambiare Paese: ma dove andare? 

Uno degli effetti della pandemia è stato il lavoro da casa. Così oltre a chi già ci lavorava come freelance e imprenditori, ora anche professionisti di ogni genere si sono ritrovati a lavorare da remoto. E le stime sono che sarà modalità che continuerà nel tempo e non terminerà con la fine dell’emergenza.

C’è già chi ne ha approfittato per andare a svernare altrove, magari al caldo delle Canarie. Ma sono gli stessi Stati che guardano con interesse a questi lavoratori. La nostra stessa Italia vuole richiamare italiani espatriati e lavoratori esteri offrendo un reddito esentasse del 70% e del 90% se ci si trasferisce al Sud.

I Paesi che offrono agevolazioni fiscali per gli smart worker

Fino a qualche tempo fa gli Stati si contendevano i pensionati offrendo regimi esentassi pur di avere nuovi cittadini o meglio nuove entrate. Ora è il momento di contendersi i nomadi digitali. Ma non sempre è semplicissimo spostarsi. Se in alcuni casi basta prendere la residenza fiscale, in altri Paesi c’è il requisito dello stipendio che non deve essere sotto una certa soglia.

Stanno sorgendo poi interi villaggi fatti di solo smart workers come quello a Madeira, isola del Portogallo nell’Oceano Atlantico, dove a febbraio è iniziato il Digital Nomads Madeira. Un progetto nato per ospitare 100 persone che si impegnano in servizi alla comunità e in cambio hanno postazione e wi fi gratis per lavorare.

Poi ci sono quei paradisi terrestri come Bermuda e Barbados che solo con la loro bellezza convincono tutti ad andare e che hanno creato programmi ad hoc.

Dove andare a vivere in smart working

  • Grecia
  • Croazia
  • Spagna
  • Dubai
  • Estonia
  • Bermuda
  • Barbados

Lavorare da remoto in Grecia

Stare a lavorare al pc su un terrazzino di fronte al mare su un’isola della Grecia. Non male come ufficio vero? La Grecia con le sue meravigliose isole è uno dei Paesi con la maggiore attrattiva per gli smart workers. Tanto che il Paese Ellenico ha già ricevuto molte richieste di trasferimento. Chi sceglierà di andare a vivere in Grecia – sia che ha già il suo lavoro o che lo trovi lì – pagherà solo il 50% di tasse.

Croazia: zero tasse, ma minimo di stipendio

La Croazia ha creato un permesso di soggiorno apposta per i nomadi digitali della durata di un anno. In questi 12 mesi non si pagheranno tasse per niente a patto di non lavorare per imprese croate. Unico requisito per ottenere il trasferimento è dimostrare di avere uno stipendio di almeno 2 mila euro al mese. Se lo rispettate sul sito di promozione turistica della Croazia c’è una sezione dedicata ai nomadi digitali.

Spagna solo per non UE

La chiamano ‘residencia no lucrativa’ e viene concessa ai cittadini extra UE che possono dimostrare di non lavorare in Spagna, di avere un conto bancario sufficiente o un reddito annuo non inferiore ai 26 mila euro.

Estonia, la e-residency

Anche l’Estonia guarda soprattutto ai cittadini extra EU che cercano un posto dalla ricchezza tecnologica. Il visto offerto è di un anno, la prerogativa di avere uno stipendio di almeno 3500 euro al mese.

Dubai, solo per ricchi

La città delle meraviglie, avanguardia tecnologica, offre un anno di residenza a costo zero. Nel Paese infatti non ci sono tasse sui redditi delle persone fisiche. Si entra con un visto turistico e poi si passa al programma annuale che consente di vivere come un residente, dunque con tutti i benefit comprese le scuole. Necessario però avere uno stipendio di almeno 4200 euro al mese.

Bermuda, il paradiso nell’Oceano Atlantico

Da agosto 2020 Bermuda accoglie i lavoratori stranieri e gli studenti universitari che scelgono di trascorrere un anno in questa meravigliosa isola. Il programma per i nomadi digitali si chiama ‘Work from Bermuda Certificate‘e non ci sono tasse da pagare, ma è necessario avere un’assicurazione sanitaria e un reddito dimostrabile sufficiente al mantenimento.

Barbados. la meraviglia dei Caraibi

Anche il paradiso dei Caraibi ha creato un programma per i lavoratori stranieri da remoto. Si chiama ‘Barbados Welcome Stamp‘ e consente di restare per 12 mesi nel Paese. Per fare richiesta bisogna pagare un contributo di 2 mila dollari ed inoltre bisogna dimostrare il proprio reditto e acquistare un’assicurazione sanitaria.