Walter Biot era in contatto con i russi da 5 mesi: è stato incastrato da un video

Le indagini condotte dai servizi segreti e dai carabinieri hanno rivelato che Walter Biot era in contatto con le spie russe da mesi.

La scoperta che l’ufficiale italiano Walter Biot fosse pronto a vendere informazioni confidenziali sulle operazioni militari italiane all’estero, tra quali quelle con Nato e Onu, ai russi ha sconvolto l’opinione pubblica italiana. Il militare è stato incastrato da un video registrato all’interno del suo ufficio, nel quale si vede Biot che fotografa dei documenti secretati con uno smartphone e terminata l’operazione toglie la scheda dei dati e la nasconde.

Secondo quanto emerso dalle indagini finora svolte, un’operazione d’intelligence supportata dai Carabinieri di Roma, l’ufficiale italiano ha preso contatto con Dmitrij Ostroukhov ad una festa all’ambasciata di 5 mesi fa. L’interesse del russo per l’ufficiale italiano è stato visto subito con sospetto da parte dell’Ansi (l’agenzia di controspionaggio) che ha deciso in quel momento di pedinare Ostroukhov per capire la natura dell’interesse nei confronti di Biot. Contestualmente gli agenti del controspionaggio hanno deciso di piazzare telecamere nell’ufficio dell’ufficiale e cimici all’interno della sua auto.

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Walter Biot: “Elementi sintomatici dello spessore criminale dell’indagato”

I pedinamenti hanno permesso agli agenti dei servizi segreti di scoprire la routine degli incontri tra Biot e Ostroukhov. Il russo faceva sempre lo stesso percorso al fine di far perdere le proprie tracce prima dell’incontro: prendeva la metro fino all’Eur, quindi un bus sino a Spinaceto, dove lo aspettava il suo contatto. Prima di salire nella sua auto, questo faceva un paio di giri della zona per assicurarsi di non essere stato seguito. Tuttavia non sapeva che all’interno dell’auto del suo contatto erano state piazzate delle cimici.

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L’ultimo incontro doveva avvenire questo martedì. Gli agenti del controspionaggio hanno compreso che si tratta di quello decisivo per lo scambio d’informazioni e, non potendo intervenire direttamente, hanno deciso di attivare l’intervento della magistratura e dei Ros. Una volta che Ostroukhov è salito sull’auto e c’è stato lo scambio, i carabinieri sono intervenuti per effettuare l’arresto. Il russo aveva addosso la scheda contenete 181 foto di file secretati tra cui 47 della Nato, Biot invece aveva una valigetta contenente 5mila euro suddivisi in pezzi da 100 e 50 euro.

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L’arresto porta all’avvio di un’altra indagine tesa a scoprire se questo fosse il primo incontro di Biot con le spie russe e se l’ufficiale fosse solo un cane sciolto o membro di una rete di spie che collabora con i russi. Nell’udienza di oggi il giudice ha sottolineato l’accuratezza del comportamento di Biot, il quale non prendeva mai appuntamenti diretti con il contatto ed aveva 4 smartphone e diversi computer per non lasciare tracce di tutto ciò che faceva. Tali elementi, ha spiegato il magistrato: “sono sintomatici dello spessore criminale dell’indagato che tra l’altro non si è posto alcuno scrupolo nel tradire la fiducia dell’istituzione di appartenenza al solo fine di conseguire profitti di natura economica”.