Pompeo Panaro, chi era l’esponente politico ucciso nel 1982: caso riaperto

Pompeo Panaro era un esponente politico della DC e titolare di un negozio che nel 1982 fu assassinato. Scopriamo cos’è successo.

Pompeo Panaro era proprietario di un negozio di alimentari a Paola, in Calabria e aveva vinto l’appalto per la fornitura di alcune mense ed ospedali locali. Era un esponente della DC, ma dall’inizio degli anni ’80 si era distaccato dal partito. Era sposato e aveva due figli, Paolo e Antonella.

Il 27 luglio del 1982 gli viene rubata la macchina e deve chiedere in prestito quella del cognato, una Fiat 127. Pompeo Panaro va a lavoro nel negozio di alimentari che sta sotto casa e dice alla moglie che usciranno più tardi: da quel giorno nessuno lo vedrà più. Due giorni dopo i fratelli ne denunciano la scomparsa e i carabinieri trovano la Fiat 127 chiusa a chiave e parcheggiata davanti un magazzino. In molti in paese parlano di un sequestro, il pm a indagini ma non ha riscontri e il giudice del tribunale dichiara la morte presunta. Da quel momento in poi su Pompeo cala il silenzio.

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Omicidio Pompeo Panaro, un caso inspiegabile

Nel 2011 il figlio Paolo scopre che sono presenti degli atti giudiziari sulla scomparsa del padre, avvenuta ormai 29 anni prima, dai quali risulta che la Procura di Paola aprì un fascicolo per omicidio volontario a carico di ignoti. La Polizia ricevette una telefonata anonima che segnalava il punto esatto in cui trovare il cadavere di Pompeo Panaro, in un bosco in Contrada Trifoglio.

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Il 15 giugno 1983 la Polizia trovò dei tratti antropometrici attribuiti a Pompeo Panaro: di questi ritrovamenti, però, la famiglia non fu mai avvertita, ma i resti vennero consegnati agli zii di Paolo. Il giovane, che considerava il padre una persona scomparsa, presentò un esposto nel 2012 per far riaprire il caso e venne a conoscenza di molti dettagli di cui non sapeva nulla. Nel 1997 un pentito nella ‘ndrangheta, Fedele Soria, aveva raccontato le dinamiche dell’omicidio Panaro: secondo il Soria, Panaro fu ucciso per una ritorsione da 12 esecutori, di cui fece nomi e cognomi. Nonostante il pentimento, però, l’indagine si fermò inspiegabilmente e, sette anni dopo, l’uomo ritrattò tutto. Ancora ad oggi non si ha luce sull’omicidio, ma Paolo Panaro non si arrende ed è determinato a scoprire cosa sia successo a suo padre.