Christian De Sica, quando andò in Venezuela a lavorare in un albergo

Christian De Sica racconta del periodo in cui, troppo imbarazzato per diventare attore, è scappato in Venezuela per lavorare come cameriere.

(Foto di Claudio Bernardi)

Uomini come Christian De Sica la recitazione ce l’hanno nel sangue. Fin da piccolo l’uomo è stato circondato da grandi attori: non solo la madre ed il padre, ma anche i loro illustri ospiti. “Per esempio quella volta che venne a casa Charlie Chaplin e, assieme a mamma, aspettavamo papà” ha raccontato De Sica in un’intervista. “Avrò avuto 5-6 anni e il grande Charlot, già anziano, per intrattenermi nell’attesa, giocava con la sua bombetta. Io non sapevo chi fosse e, quando arrivò mio padre, gli dissi ‘c’è un vecchio scemo che gioca col cappello!’”.

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Nonostante possa sembrare facile decidere di iniziare a recitare crescendo in un ambiente simile, Christian De Sica ci ha messo un po’ prima di capire la sua strada. “Mi vergognavo a fare l’attore, con padre attore e grande regista, e madre attrice” ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera. “Mi sentivo un cane, non volevo fare brutte figure e, siccome avevo una fidanzatina venezuelana, me ne andai dall’altra parte del mondo. Conoscevo lo spagnolo grazie a mamma e volevo provare a cimentarmi nelle prime esperienze artistiche lontano da casa per non dover subire ingombranti paragoni”.

Il destino

Il giovane Christian De Sica, quindi, decise di mettere in pausa la sua carriera come attore e provare qualcosa di diverso. Il suo arrivo in Venezuela, però, non fu tanto facile come lui aveva sperato: “all’inizio, non trovando lavoro, mi adattai a fare il cameriere in un albergo lussuoso, il Tamanaco Hotel di Caracas”.

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Il destino, però, voleva che De Sica seguisse le orme dei genitori. Anche lontano da casa, la televisione ha trovato un modo per tornare nella vita del giovane attore: “fu la conoscenza di un ricchissimo che mi cambiò le prospettive. Renny Ottolina, un produttore radio-televisivo, soprattutto un personaggio molto conosciuto e amato dal pubblico, una specie di Mike Bongiorno. Mi prese in simpatia e mi offrì un contratto da cantante-attore, intrattenitore”.

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Una volta tornato in Italia, però, Christian ci ha messo un po’ prima di ammettere quanto la sua esperienza venezuelana gli avesse fatto capire quale fosse la sua strada. “Mi ero iscritto alla facoltà di Lettere, papà voleva che mi laureassi. Quando gli avevo espresso il desiderio di fare l’attore, mi aveva risposto a brutto muso: ‘Sei matto?’ Per accontentarlo, frequentavo le lezioni di giorno, però di sera di nascosto cominciavo a esibirmi in qualche locale. Ho dato solo 7 esami: due 30 e lode e cinque 30. Per fortuna non ho continuato, sarei stato un laureato fallito”.

Christian De Sica canta con la figlia Maria Rosa.