Gianmarco Pozzi, chi era il 28enne morto a Ponza: la sua terribile storia

Gianmarco Pozzi, ex campione di kick boxing, è stato ritrovato morto la scorsa estate a Ponza. Ecco tutto quel che c’è da sapere su di lui.  

Era l’agosto scorso quando Gianmarco Pozzi, giovane campione di kick boxing, veniva trovato morto in un giardino con una ferita alla testa, in circostanze anomale, a Ponza. I dettagli della terribile vicenda non hanno convinto i familiari del giovane sportivo, che non si sono mai rassegnati.

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L’identikit di Gianmarco Pozzi

Gianmarco Pozzi, 28 anni, originario di Frascati, era un giovane combattente di kick boxing e Muay Thai. Molti amici lo soprannominavano Gimmy, un affettuoso diminutivo. Amava lo sport, il divertimento, le serate con gli amici e le ragazze, come tutti quelli della sua età. Nessuno avrebbe mai immaginato che sarebbe finito al centro di un giallo.

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Nonostante la giovane età, per altro, Gianmarco Pozzi vantava già una carriera da campione: nel 2014 aveva esordito come campione mondiale dilettanti di Kick Boxing, e nel 2015 aveva vinto il campionato europeo nella Muay Thai con la IAKSA e conquistato la cintura della WFC di Kick Boxing.

Gianmarco era un ragazzo semplice ma con la testa sulle spalle: dai post che pubblicava sui social si evince che credeva fermamente nel sacrificio e nell’impegno per raggiungere obiettivi importanti e avere grandi soddisfazioni. In estate lavorava come buttafuori in alcuni locali dell’isola di Ponza, meta estiva molto gettonata dalla gioventù romana, e nel 2019 aveva lasciato il ring proprio per incrementare questa attività. Per una tragica fatalità, nell’entroterra di quell’isola ha trascorso anche il suo ultimo giorno di vita.

A seguito di approfondite indagini i Carabinieri di Ponza e di Formia hanno confermato che si è trattato di un incidente: Gianmarco è morto a seguito di un maldestro scivolone. È stato ritrovato provo di vita in costume da bagno, scalzo e senza effetti personali, disteso nel giardino della casa di un ex tassista sotto un altissimo terrazzamento. Aveva una ferita alla testa e segni evidenti di una violenta caduta. Le autorità sono risalite alla sua identità grazie anche al tattoo della squadra per cui combatteva: Lucci Team Kick Boxing.

Secondo la ricostruzione ufficiale, Gianmarco stava percorrendo una strada tortuosa, ma più veloce, per raggiungere il mare dopo il turno di lavoro, quando scavalcando una balaustra è caduto da 7 metri di altezza battendo la testa e morendo sul colpo. Anche l’autopsia ha confermato che i segni riportati da Gianmarco sul cranio erano perfettamente compatibili con una caduta da 7 metri. La famiglia, però, non era e non è tuttora affatto convinta che Gimmy sia solo caduto accidentalmente, data la sua prestanza fisica. E continua a chiedere verità su questa triste vicenda.

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