Decapita una bimba di 4 anni e gira con la testa, ora è già libera

Gyulchehra Bobokulova, la tata che ha decapitato una bimba di quattro anni inneggiando Allah, sarà libera dopo soli cinque anni di “cura psichiatrica”. 

La tata che ha decapitato una bambina di quattro anni e poi ha portato la sua testa per le strade gridando “Allahu Akbar” sarà libera dopo soli cinque anni in un reparto psichiatrico. Gyulchehra Bobokulova, 43 anni, è stata “curata” dal “disturbo psichiatrico cronico” che l’ha portata a uccidere la piccola Anastasia Meshcheryakov ed esibire la sua testa a Mosca, secondo i medici russi. Alcune raccapriccianti immagini mostrano Bobokulova col burka mentre stringe la testa mozzata di Anastasia – per tutti Nastya – al grido di “sono un terrorista” all’esterno della stazione della metropolitana Oktyabrskoye Pol a Mosca.

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L’efferato delitto dell’estremista di Allah

La testa della piccola Anastasia cadde dalle mani della tata e rimase a terra mentre la sua assassina fu travolta dai passanti e dalla Polizia. Bobokulova dichiarò di aver compiuto il brutale omicidio per vendicare Vladimir Putin per gli attentati in Siria. Ma, come accennato, sarà rilasciata dal carcere solo cinque anni dopo il raccapricciante delitto perché i medici sono “convinti” che sia “innocua”.

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Dopo l’omicidio, i genitori della bambina hanno contestato la sentenza del tribunale secondo cui la tata – che aveva vissuto con la sua famiglia per diversi anni – era malata e ha chiesto che fosse sottoposta a un nuovo processo. A loro sostegno si è schierato anche il leader dell’opposizione russa Alexei Navalny che ha messo in dubbio la diagnosi psichiatrica, alludendo a “influenze politiche” sulla linea dei giudici. Ma Bobokulova se l’è cavata con un percorso di cure psichiatriche obbligatorie in ospedale.

La madre della vittima, Ekaterina Mescheryakova, dopo la notizia choc ha commentato: “La mia famiglia non può sentirsi al sicuro se Bobokulova in futuro troverà me o l’altro mio figlio. Durante le indagini, ha confessato che intendeva uccidere tutta la nostra famiglia”. Anche la popolare blogger Lena Miro ha contestato l’annunciato rilascio in libertà: “È importante che a una persona che ha tagliato la testa di un bambino con un coltello da cucina non venga data l’opportunità di tornare nella società in nessuna circostanza”, ha detto. “Una persona del genere deve trascorrere la sua vita in prigione o in un ospedale psichiatrico. Non può essere curata”.

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