Scuola, in dad anche i figli dei lavoratori essenziali: è polemica

Dad, niente lezioni in presenza per i figli dei lavoratori essenziali. Ma c’è il sì agli allenamenti che scatena le polemiche

Scuole chiuse

Il nuovo dpcm a firma di Mario Draghi ha previsto, tra le pochissime differenze rispetto ai decreti del precedente premier, l’automatica didattica a distanza nelle zone rosse. Inoltre, la dad diventa obbligatoria anche nei centro in cui si superano i 250 nuovi positivi su 100mila abitanti anche in zona gialla. La questione ha fatto scatenare subito delle polemiche. Se i sindacati del mondo della scuola preferiscono questa soluzione uniforme, diverso è il parere dei lavoratori delle categorie essenziali. Chi non può sostituire il lavoro fisico con lo smart working è in difficoltà con la didattica a distanza per i figli. Si è provato a chiedere la didattica in presenza soltanto per i figli di queste categorie di persone, ma il risultato è al momento negativo. Rientrano nell’ampia fascia di categorie essenziali di lavoratori le forze dell’ordine, gli operatori dei supermercati, gli autotrasportatori, gli operator sanitari…etc… .

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Scuola, tra paradosso e polemiche

Il ministero dell’istruzione ha tuttavia risposto alla richiesta ribadendo il no categorico alla richiesta formale arrivata dalla Regione Piemonte. Le polemiche, tuttavia, non si sono placate perchè mentre la didattica in presenza per i figli di queste categorie di lavoratori viene negata, nello stesso tempo è però possibile l’attività sportiva in presenza. Le società sportive  possono continuare gli allenamenti. Ci sono dei casi paradossali come le squadre di pallavolo Fipav che svolgono gli allenamenti nelle palestre delle scuole chiuse all’attività didattica in presenza.

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Il Csi, nella Regione Piemonte, pur potendo continuare con gli allenamenti come previsto dall’ordinanza della regione, ha deciso di sospendere le attività come “scelta etica” al cospetto di una situazione paradossale. Fa discutere, in sostanza, il fatto che i ragazzi non possono andare a scuola ma possono invece allenarsi in gruppo.

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Bambini – (Pixabay)