Patrizia Coluzzi, chi è la donna di Cisliano accusata di aver ucciso la figlia

Il dramma dell’infanticidio di Cisliano: Patrizia Coluzzi, chi è la donna accusata di aver ucciso la figlia, ecco cosa è accaduto.

(Facebook)

I dettagli sull’infanticidio di Cisliano, nell’hinterland di Milano, sono sconcertanti: emergono infatti molti elementi su quanto avvenuto in mattinata che sembrano confermare come questa terribile vicenda sia l’ennesimo dramma annunciato. In mattinata, una donna di 41 anni ha ucciso la figlia di 2 e poi ha cercato di togliersi la vita causandosi delle ferite. La donna si chiama Patrizia Coluzzi e avrebbe chiamato il suo compagno di 44 anni.

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“Tua figlia non esiste più”, avrebbe detto all’uomo, prima di tentare di togliersi la vita. A quanto pare, la relazione tra i due era giunta al capolinea. La donna si trova adesso ricoverata all’ospedale di Magenta, Milano. Non sarebbe in pericolo di vita e resta piantonata nel nosocomio. Una volta guarita dalle ferite che si è inferta con un coltello, presumibilmente verrà ristretta in carcere.

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La denuncia social di Patrizia Coluzzi prima di uccidere sua figlia

La piccola Edith, questo il nome della bimba, è stata soffocata: quando i militari dell’Arma dei Carabinieri di Abbiategrasso sono giunti sul posto, l’hanno rinvenuta ormai priva di vita. Sarà il pm di Pavia Roberto Valli, competente per territorio, a indagare sugli aspetti di questa tragica vicenda. Probabilmente, partirà anche dalle esternazioni della donna nella tarda serata di ieri sui social network. Prima di compiere il terribile delitto, infatti, Patrizia Coluzzi aveva accusato il compagno di averla tradita e di aver usato violenza su di lei e sui suoi figli, la donna ha anche due gemelli nati da una precedente relazione.

Stando a quanto scriveva in un lungo post, Patrizia Coluzzi contestava quanti sostenevano che il suo compagno fosse “una bella persona”. Se la prendeva anche con gli inquirenti: “Grazie alle forze dell’ordine e alla procura di Pavia per aver ridicolizzato una storia di abusi e violenze in maniera errata”. Ci sarebbero tre denunce nei confronti del compagno che stava lasciando, vicende che pare non avessero però trovato chiari riscontri penali. Poi ancora attaccava “un mondo omertoso”, che coprirebbe gli orrori commessi nei confronti delle donne. “Solo da morte verrete chiamate vittime. Altrimenti siete solo delle povere pazze”, scriveva infine la donna. Le ultime parole prima di uccidere sua figlia di appena due anni e di tentare di togliersi la vita.