Illegale circolare in pubblico con il burqa, la vittoria al referendum

Un referendum ha stabilito l’illegalità di indossare il burqa in pubblico e presto chi violerà la legge incontrerà sanzioni salate. Ecco dove è successo.

Un referendum epocale per la Svizzera. La Repubblica Elvetica, infatti, ha voluto un referendum popolare per stabilire o meno l’illegalità del burqa, il velo portato dalle donne di fede islamica e che continua a scatenare polemiche a non finire, soprattutto in Occidente. Il risultato del voto è stato netto e ha bandito l’uso del burqa in pubblico, rendendolo un reato punibile con sanzioni salate. Proprio un giorno prima dell’8 marzo è arrivata la storica sentenza, frutto di un referendum voluto dalla destra nazionalista.

Referendum: la Svizzera dice no al burqa

I motivi dietro al volere dei partiti di destra della Repubblica Elvetica pare non siano religiosi, almeno questo è quello che hanno dichiarato, bensì quello dell’abbattere un “simbolo di sottomissione” nei confronti delle donne. L’uso del velo sarebbe quindi un grave attacco alla libertà e alla costituzione nonché una pratica che mina alla parità dei sessi e alla civile convivenza. Questi i motivi del referendum, secondo quanto dichiarato dalla destra svizzera, che non ha mai fatto riferimento alla religione.

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Stando ai dati del referendum, il popolo svizzero si è detto contrario all’uso del burqa e del niqab, il velo che copre l’intero viso e lascia scoperti solo gli occhi, con una vittoria piuttosto netta. Il Canton Ticino è quello che ha avuto la vittoria pià schiacciante, con il 60% di voti a favore dell’abolizione del burqa. In quel cantone, difatti, esisteva già una legge regionale con delle restrizioni per le donne che scelgono di indossare il burqa.

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Non è la prima volta che la Svizzera colpisce le pratiche tradizionali legale alla religione islamica: nel 2009 era stata promulgata una legge per vietare di costruire minareti sul territorio svizzero. Questo referendum arriva infatti come compimento di una politica conservatrice e nazionalista da parte della Svizzera.