Devo tutto a Umberto Smaila, la rivelazione inattesa di Carlo Verdone

L’attore Carlo Verdone parla del suo libro, della sua comicità, delle sue paure in un’intervista al Corriere della sera. Ecco che cosa ha rivelato.

 

Carlo Verdone si è raccontato, col cuore in mano, a Valerio Cappelli per il Corriere della sera, in un’intervista in cui l’amatissimo attore ha fatto luce sul suo ultimo libro, “La carezza della memoria“, la sua storia e il suo passato e anche tutte quelle persone senza le quali Carlo Verdone non avrebbe mai potuto esistere, da Massimo Troisi Umberto Smaila. Il suo ultimo libro è nato da una riscoperta da parte del comico di alcuni ricordi che credeva ormai sepolti dentro di sé ma che sono riafforati nel periodo del lockdown e che non avrebbe potuto lasciare a macerare ancora a lungo.

Carlo Verdone, Umberto Smaila il primo mentore?

Tra le altre cose, Cappelli ha chiesto al comico chi fosse il primo ad aver creduto in lui sul serio, oltre al già noto Sergio Leone. La risposta di Verdone è stata inaspettata: Umberto Smaila. “Era un ragazzo spiritoso che tirava su il morale a tutti, non sentiva invidie o gelosie.” – ha raccontato Carlo – “Fu il mio antidepressivo a Torino (all’epoca grigia e un po’ cadente), dove facevamo Non Stop, il programma Rai che mi lanciò. Poco dopo a Siena debuttai a teatro, Umberto era in sala e non lo sapevo. Mi disse: ho visto un grande attore. L’abbracciai. Avevo trent’anni.

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Verdone ha poi confessato della sua ipocondria, mito alimentato dal film “Maledetto il giorno che t’ho incontrata.”, uscito negli anni ’90, periodo che il comico ha descritto come fragile e in cui “andava di moda la psicoanalisi“. “Lo vedi un africano che va dallo sciamano?” – ha scherzato il comico – “Ma quello deve trova’ il pane, l’acqua, e se è in crisi con la sua donna ne trova un’altra.

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Infine, alla difficile domanda di Cappelli su dove nasca la comicità di Verdone, il comico ha risposto così: “Da un misto di timidezza e euforia, quando l’inadeguatezza si trasforma in adrenalina, e ti vengono fuori una concentrazione e una forza pazzesche. Ho sofferto tanto di timidezza, ero convinto di non avere tutto questo talento, mi sentivo fuori posto, poi ho capito che funzionavo col pubblico. Ma la paura è rimasta, non è che comincio un lavoro e via. La notte prima non dormo.”

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