Covid, la Valle d’Aosta prima regione zona bianca: l’ipotesi

Covid, Valle d’Aosta possibile zona bianca: lo dicono i numeri. Casi sotto i 50 ogni 100.000 abitanti, Rt a 0,77

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Ipotesi zona bianca – Foto dal web

E’ il grande sogno di tutti gli italiani: lasciarsi alle spalle le restrizioni e essere liberi. E’ quello che potrebbe accadere a breve ad una regione italiana. La Valle d’Aosta potrebbe presto diventare la prima regione italiana ad essere classificata come zona bianca, ossia area a basso rischio di contagio. Ciò consentirebbe la riapertura delle palestre, delle piscine, dei cinema, dei teatri e delle piste da sci della regione delle Alpi occidentali. Ad indirizzare la regione verso questa decisione sarebbero i numeri decisamente positivi. I parametri epidemiologici della regione sembrano essere in linea con quelli di una zona bianca; il tasso di contagio, ossia l’Rt, è inferiore a 1 e c’è un’incidenza inferiore a 50 casi per 100.000 abitanti. La Valle d’Aosta è sotto questa soglia di incidenza da tre settimane consecutive.

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Covid, possibile la prima zona bianca

Per quanto riguarda i ricoveri, ci sono soltanto otto pazienti Covid negli ospedali e di questi,  solo due di loro sono in terapia intensiva. La decisione finale sarà presa dal ministro della Salute Roberto Speranza in occasione dell’aggiornamento della classificazione delle regioni italiane a rischio contagio. Con il sistema a tre livelli di restrizioni del Covid in Italia, nelle zone rosse ad alto rischio tutti i ristoranti e i bar sono chiusi, ad eccezione dell’asporto e delle consegne a domicilio, e anche tutti i negozi non essenziali sono chiusi. Nelle zone arancioni a rischio medio-alto i negozi possono restare aperti ma ristoranti e bar devono restare chiusi, possono funzionare solo con l’asporto.

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Nelle zone gialle a rischio moderato i negozi sono aperti, così come i bar e i ristoranti fino alle 18.00. Resta in vigore il coprifuoco nazionale dalle 22.00 alle 5.00 e il divieto di spostamento tra le regioni, salvo motivi di necessità o salute, è stato prorogato fino al 25 febbraio.

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Ministro Speranza – foto viagginews