Gino Paoli, la verità sul tentato suicidio: cosa è successo davvero

Gino Paoli, perché provo a suicidarsi nel 1963: la giustificazione è quasi ridicola, ecco cosa successe davvero.

In occasione del festeggiamento di 60 anni di carriera, nel 2019 Gino Paoli ha concesso una lunga intervista al Corriere della Sera. Il cantautore, genovese adottato, ha raccontato la sua musica, la sua carriera, e tanti aspetti della sua vita privata.

Gino Paoli, ecco cosa pensò durante il tentato suicidio nel 1963

Gino Paoli ha parlato anche di due episodi che hanno profondamente sconvolto la sua vita: il suo tentato suicidio e quello dell’amico Luigi Tenco, che purtroppo riuscì a togliersi la vita. Il cantautore raccontò con estrema calma e lucidità ciò che accadde l’11 luglio del 1963, quando provò a uccidersi sperandosi dritto al cuore con una pistola. Un gesto estremo che lui giustifica con una scusa quasi divertente: “Volevo andare a vedere cosa c’era dall’altra parte”. Nessun dolore, dunque, solo curiosità: Paoli pensava di aver già vissuto tutto ciò che si poteva vivere, ed era convinto che non ci fosse nient’altro da scoprire. Col senno di poi, però, se n’è pentito.

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Gino ha raccontato cosa è accaduto quel giorno: era solo in casa e aveva deciso di farla finita. Si mise dapprima a ingoiare delle pillole, ma poi lasciò perdere. Pensò quindi di gettarsi dalla finestra, ma il pensiero di sua madre lo fece desistere. Optò poi per la pistola, e senza pensarci troppo si sparò da solo: “Ho perso conoscenza, mi sono svegliato in ospedale con il prete che mi dava l’estrema unzione e l’ho mandato a quel paese”.

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Ricordo ai lettori che in caso di pensieri suicidi in Italia è possibile trovare sostegno psicologico chiamando i numeri 800 86 00 22 (Samaritans ONLUS) e 199 284 284 (Telefono Amico Italia).