Focolaio Covid, due assurdi episodi a Messina e Brescia: “Ora puniteli tutti”

Emergono due situazioni di irresponsabilità da parte di gente che ha alimentato un focolaio Covid pur di pensare a divertirsi.

focolaio Covid controlli
Focolaio Covid controlli FOTO Getty Images

Un focolaio Covid deflagra a seguito di una festa privata svolta in maniera del tutto illegale. La vicenda arriva dalla Sicilia, e più nel dettaglio dalla località di Capizzi, in provincia di Messina. In 58 si erano radunati all’interno di un locale di Nicosia, nel territorio di Enna, lo scorso 20 dicembre. Ma provenivano tutti dal territorio peloritano. Dopo quel party fatto senza curarsi minimamente del rischio di dare adito ad un focolaio Covid, alla fine il bilancio è effettivamente pesante.

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Ci sono decine e decine di contagiati ed altri 25 individui che ancora attendono i risultati dei test. Il sindaco di Capizzi ha espresso forte preoccupazione e ha condannato la condotta tenuta da tutte queste persone. Le quali hanno dimostrato di non tenere a cuore né il bene verso loro stessi che nei confronti degli altri. Ora non si esclude l’istituzione della zona rossa totale per l’intero territorio comunale. Ma anche altrove hanno avuto luogo dei comportamenti da veri e propri sconsiderati. È il caso del party di Capodanno che si è tenuto in un resort di lusso sulle sponde del Lago di Garda. A Padenghe, in provincia di Brescia, è intervenuta anche la Procura della ‘Leonessa’, che ha preso visione di alcune immagini pubblicate sui propri profili personali social dalla giornalista Selvaggia Lucarelli.

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Focolaio Covid, diversi i comportamenti irresponsabili riscontrati nelle festività

In questo caso risultano esserci almeno 126 persone che hanno preso parte ad un veglione di fine anno. Il tutto senza avere la premura di rispettare quanto contenuto nell’ultimo Dpcm del 18 dicembre e dei tanti altri che lo hanno preceduto. Pure il Codacons ha espresso condanna totale e potrebbe anche costituirsi parte civile, sottolineando come milioni di italiani hanno invece rinunciato a fare festa a Capodanno in nome della sicurezza. Si ipotizza il reato di concorsa in epidemia colposa.

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“Anche i proprietari ed i gestori del locale vanno indagati”, tuona il Codacons, che pretende ora conseguenze penali. Al pari di tanti altri che pure stanno protestando sui social contro chi ha alimentato questo ennesimo focolaio Covid. I partecipanti alla festa hanno intanto ricevuto una multa di 400 euro a testa, tutti e 126, come precisa la Polizia Locale del posto. “Anche i titolari verranno sanzionati”, precisa il comando.