Tasso di positività, tre regioni sono a rischio zona rossa dopo le feste

Il tasso di positività in Italia mostra una situazione potenzialmente critica per quanto riguarda tre aree specifiche, dopo l’Epifania.

tasso di positività Italia
Dati tasso di positività Italia FOTO Getty Images

In base a quelli che sono i dati attuali relativi ai contagi oggi in Italia, emerge un rischio relativo al tasso di positività. Lo stesso appare in salita e si assesta al 14,1% dopo il 12,6% del 1° gennaio 2021. Lo si evince da quanto comunicato il Ministero della Salute, che rende note anche le cifre che riguardano tamponi svolti, nuovi positivi e vittime. Dopo i 157.524 test effettuati, le persone risultate infette sono 22.211, con 462 nuove vittime.

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Numeri sempre troppo elevati e che confermano come la strada da percorrere per arrivare ad un punto in cui la pandemia risulterà sotto controllo sia ancora lontana. Da giovedì 7 gennaio 2021 ci sarà la ripresa delle attività in presenza nella scuola, per quanto riguarda i licei. Con una previsione del 50%, almeno per le prime settimane. Ma il tasso di positività fa preoccupare. Sempre all’indomani della Epifania, l’Italia riprenderà il suo sistema di catalogazione del rischio contagio in base alla colorazione, con regioni in zona rossa, arancione o gialla. L’indice di contagio Rt invece è, nella sua media nazionale, inferiore al valore critico di 1. Ma di pochissimo purtroppo, con uno 0,93 di Rt che deve comunque lasciare alta l’attenzione. Il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità informano che 9 regioni presentano un rischio basso ed il resto moderato.

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Tasso di positività, la zona rossa rischia di restare in tre regioni dopo il 6 gennaio

Ma di quest’ultime, in tre rischiano di restare in zona rossa. Si tratta del Veneto, dell’Emilia-Romagna e della Valle d’Aosta. In particolare le prime due risultano rispettivamente al primo ed al terzo posto tra le regioni più colpite quotidianamente, inframezzate dalla Lombardia. C’è poi il caso della Sardegna, per la quale mancano diversi dati e quindi il rischio in questo caso è definito “non valutabile”, equiparabile ad “alto”.

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L’indice Rt sempre in Veneto, oltre che in Liguria ed in Calabria, danno poi al momento come probabile che verranno mantenute delle restrizioni anche nelle prossime settimane. Ma ovunque c’è la necessità di dovere continuare ad utilizzare la mascherina in maniera corretta (su bocca ed anche naso, n.d.r.), gel igienizzanti, sanificazione dei locali e distanziamento sociale, con mobilità ridotta alle sole situazioni di emergenza.