Vaccino Covid, corsa alle prenotazioni: la procedura dalla A alla Z

Mentre proseguono le somministrazioni del vaccino anti-Covid a operatori sanitari e dipendenti e ospiti delle residenze per anziani, le Regioni abbozzano la fase 2, quando la profilassi coinvolgerà il resto della popolazione.

La campagna di vaccinazione anti-Covid su sanitari e ospiti delle Rsa non si è fermata neppure a Capodanno. E le Regioni sono già al lavoro per organizzare la Fase 2 della profilassi di massa con una rete capillare di medici di famiglia, farmacie e operatori appositamente formati. Ecco un’anticipazione della procedura che dovremo seguire per ottenere il tanto atteso “scudo” contro il virus.

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La tabella di marcia del vaccino anti-Covid

In queste ore ci si interroga sull’avvio della seconda fase, quella che coinvolgerà la popolazione esterna a ospedali e Rsa, a partire dai cittadini over 80. Il vaccino anti-Covid andrà prenotato? E come verrà somministrato? Ci si dovrà recare personalmente in un ambulatorio o in un gazebo contrassegnato dall’ormai famosa “primula”?

Il commissario Domenico Arcuri non ha dato finora indicazioni alle Regioni a tale proposito. La strategia dipenderà anche dalla data di avvio la campagna di massa. E con possibili, anzi probabili differenze da regione a regione. Nel Lazio, per esempio, si pensa di coinvolgere medici di famiglia e farmacisti, per un totale di 6mila punti di somministrazione, se in quella fase si potrà avere il vaccino di AstraZeneca che richiede modalità di conservazione in un frigo a 2-8 gradi sotto 0. In tal caso la prenotazione e la chiamata funzionerebbe come per la vaccinazione anti influenzale. E ovviamente si potrebbe contare anche sui vaccinatori che in tutta Italia sono stati formati per assolvere a questo compito. Per il momento non si registrano fenomeni di obiezione al vaccino tali da destare preoccupazione.

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Anche in Lombardia la fase 2 è in progettazione: l’invito a vaccinarsi potrebbe arrivare per sms, cui basterebbe rispondere per fissare un appuntamento. Secondo Giacomo Lucchini, responsabile operativo regionale per la vaccinazione anti-Covid, “non si può pensare di raggiungere i nostri 9 milioni di cittadini lombardi per lettera. Noi pensiamo di incrociare i dati delle anagrafi sanitarie con medici di famiglia, gestori telefonici ed enti locali in modo da poter individuare il recapito telefonico delle persone cui proporre la profilassi. Più problematico sarà per gli anziani che potranno essere contattati attraverso i figlio, la famiglia o il Comune”. “Stiamo aspettando dalla struttura commissariale il nuovo software che consentirà di organizzare questo lavoro – aggiunge -. Speriamo che tutte le regioni vadano avanti insieme”.