Andrea Paris, la drammatica morte dell’amico quando avevano 12 anni

Andrea Paris, la drammatica morte dell’amico quando aveva 12 anni lo ha spinto a intraprendere una carriera nella magia.

La notorietà, quei quindici minuti che sono concessi a tutti nella vita, Andrea Paris li ha raggiunti per caso, una sera in cui ha deciso di filmare un attimo di meravigliosa intimità con la sua bimba di appena 3 anni. Lo ha raccontato lo stesso vincitore di Tu si que vales 2020, in una recente intervista. Erano ormai diversi anni che si esibiva in giro per l’Italia ed una sera, a Venezia, decise di recitare sul palco la poesia meta semantica di Fosco Mariani – Il Lonfo – e catturò l’attenzione della figlia: “Recitai la poesia a Venezia, durante una delle mie esibizioni e mia figlia ha voluto impararla. Così ci siamo messi sul lettone, ripetendo ‘Il lonfo’”.

Quel momento di condivisione con la piccola lo ispirò, gli piacque tanto da convincerlo a mettere il video su Facebook, sebbene non amasse condividere la vita privata sui social. In pochissime ore quel video divenne virale, con milioni di visualizzazione. Dopo una vita passata a cercare la meraviglia negli occhi degli spettatori con artifici scenici, Andrea aveva raggiunto lo scopo con un video di vita vera.

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Andrea Paris, la drammatica morte dell’amico quando aveva 12 anni

Per quanto riguarda la sua carriera, invece, il momento in cui ha trovato una svolta è stato proprio questo autunno, quando ha deciso di presentarsi in diretta televisiva nazionale a Tu si que vales. Andrea ha deciso di raggiungere quante più persone possibile in un periodo storico in cui tutti avevano bisogno di essere meravigliati, tornare bambini per dimenticare la drammatica attualità. Un desiderio che il prestigiatore ha provato quando era ancora un bambino ed ha vissuto la scomparsa di un suo amico.

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Il vincitore di Tu si que vales ha infatti raccontato: “Morì un mio amichetto. Avevo perso la meraviglia nel guardare al mondo. Poi vidi uno spettacolo di un mago salesiano e vidi di nuovo la meraviglia. Forse non ancora nei miei occhi, ma certamente negli occhi di tutti gli altri bimbi”. Da quel giorno ha cominciato a leggere libri, formarsi, allenarsi senza soluzione di continuità, fino a diventare esperto nel campo.

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