Controlli Covid, cercano di ingannare la polizia e va a finire così

Gli agenti sono impegnati nei controlli Covid a seguito di un avviso inoltrato da alcuni vicini di casa. La situazione è tragicomica.

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Torino controlli Covid polizia Foto dal web

I controlli Covid, che sono andati intensificandosi nei giorni immediatamente precedenti e successivi il Natale 2020, hanno portato al verificarsi dell’ennesimo episodio controverso. Le forze dell’ordine infatti hanno compiuto una ispezione all’interno di un appartamento a Torino, in zona San Donato. Qui stava avendo luogo una festa abusiva, con all’incirca sette partecipanti.

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Si tratta di cittadini tutti di provenienza estera, segnalati da alcuni loro vicini di casa disturbati dagli schiamazzi e dall’elevato numero di decibel prodotto. Ma non solo: il fatto di avere qualcuno che alimenta un assembramento pericolo a così breve distanza da casa ha fatto da molla principale per fare scattare la richiesta di intervento delle autorità. Alcuni poliziotti hanno bussato alle porte dell’abitazione, nel cuore della notte, ed il padrone di casa li ha accolti sostenendo che dentro con lui c’erano solamente altre tre persone. Quattro in tutto, nel pieno rispetto delle norme anti contagio, nonostante l’evidente infrazione per disturbo alla quiete pubblica e schiamazzi notturni. Peccato che invece ci fosse ben altro. E che i partecipanti alla festa vietata fossero di più.

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Controlli Covid, il tentativo di farla franca naufraga miseramente

Nel novero dei loro controlli Covid, gli agenti hanno notato due persone nascoste dietro ad una porta, con le loro sagome ben visibili attraverso il vetro. Si trattava di un uomo e di una donna. In bagno invece c’era un’altra persona. Tutti i partecipanti di questa festicciola proibita dalle norme vigenti avevano una età compresa fra i 20 ed i 35 anni. E ben in cinque sono risultati di fatto clandestini perché sprovvisti dei necessari documenti per potere stare in Italia.

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Nessuno di loro inoltre aveva con sé mascherine né aveva avuto la premura di mettere in pratica le necessarie procedure per proteggere la salute sia propria che degli altri. La vicenda si è chiusa con delle denunce per diversi reati infranti oltre che per le relative multe previste dall’ultimo Dpcm del 18 dicembre scorso in materia di prevenzione del contagio.