Dpcm Natale, centri commerciali penalizzati: “Aperti solo 17 giorni su 37”

A causa del purtroppo necessario Dpcm Natale e delle restrizioni annesse, i centri commerciali resteranno chiusi molto spesso.

Dpcm Natale centri commerciali
Dpcm Natale centri commerciali Foto dal web

Il Dpcm Natale non gioca purtroppo in favore dell’economia. Lo sanno bene i commercianti ed i proprietari delle tante attività di varia natura che già da novembre hanno dovuto chiudere i battenti. Oppure limitare il loro operato. Con relative, grosse ripercussioni negative sul fatturato.

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Già tutto il 2020 è risultato molto difficile, con una sola piccola finestra di normalità che ha coinciso con le prime sei settimane dell’anno. Poi l’Italia è piombata nell’inimmaginabile incubo derivato dalla pandemia. Tutti quanti sono prossimi alla bancarotta: dai piccoli commercianti ai negozi della grande distribuzione presenti nei centri commerciali. E le restrizioni del Dpcm Natale che vanno dal 4 dicembre scorso fino al prossimo 10 gennaio impongono una chiusura proprio dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi. Questo vuol dire una apertura di soli 17 giorni sui 37 complessivi. E comunque episodi di assembramenti sono avvenuti lo stesso, ed alla larga dai negozi.

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Dpcm Natale, i centri commerciali chiedono la riapertura: “Assembramenti altrove, non qui”

Basti pensare agli sciatori che si sono radunati a Cortina nella prima settimana di dicembre. O alla folla che ha assiepato il centro di Riccione per l’accensione delle luci di Natale. Stare chiusi proprio nel periodo natalizio ed in quello di inizio del nuovo anno, che coincide con l’apertura dei saldi, porta in media ad una perdita del 10% del fatturato annuo. Un rosso che impone in molti casi purtroppo la scelta ad intraprendere contromisure dolorose, come licenziamenti diffusi.

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Stare chiusi nei festivi e prefestivi poi non assicura la stessa affluenza di acquirenti nel resto della settimana. I rappresentanti di categoria, i lavoratori dei centri commerciali ed i gestori chiedono al Governo di attuare una riapertura, considerando le misure di sicurezza che vengono prese per garantire che si evitino assembramenti pericolosi.