Giornata contro la violenza sulle donne, Mattarella: “E’ un’emergenza”

Nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ha espresso la sua opinione il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Dall’inizio dell’anno in Italia ci sono stati 91 femminicidi: in media una donna viene uccisa ogni 3 giorni. Il lockdown di marzo ha visto il fenomeno triplicarsi, come sottolineato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

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Se secondo il segretario delll’Onu Antonio Guterres, il femminicidio è “una pandemia ombra“, secondo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è “un’emergenza pubblica”. “La ricorrenza di oggi induce a riflettere su un fenomeno che non smette di essere un’emergenza pubblica. Le notizie di violenze contro le donne occupano ancora troppo spesso le nostre cronache, offrendo l’immagine di una società dove il rispetto per la donna non fa parte dell’agire quotidiano delle persone, del linguaggio privato e pubblico, dei rapporti interpersonali“, ha dichiarato. Il Presidente ha parlato di come le istituzioni abbiano raccolto il grido d’allarme lanciato dalle donne e dalle associazioni che si occupano di quest’importante problematica nazionale.

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Le donne scendono in piazza per il 25 novembre

In troppe situazioni, questa è una radicata concezione tesa a disconoscere la libertà delle donne e la loro capacità di affermazione. Per questo resta fondamentale, per le donne che si sentono minacciate, rivolgersi a chi può offrire un supporto e prevenire la degenerazione della convivenza in violenza“, ha ribadito il Presidente della Repubblica Mattarella. “La violenza contro le donne è un’emergenza globale che richiede un’azione urgente a tutti i livelli, in tutti gli spazi e da tutte le persone. Ribadisco il mio appello a porre fine a questa pandemia ombra una volta per tutte“, ha concluso.

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Inoltre, da quando è sorta la pandemia di Coronavirus si sono perse quasi mezzo milione di occupate nel mondo lavorativo. In occasione del 25 novembre, “Non una di Meno” torna in piazza, prima a Montecitorio e nel pomeriggio a Ponte Garibaldi, dove fu uccisa Giorgiana Masi. “Porteremo in piazza i dati della violenza domestica, economica e istituzionale sulle nostre vite, ma presenteremo anche il conto al governo per il prezzo pagato al confinamento in casa, per l’enorme quota di lavoro di cura e assistenza gratuito, precario o malpagato su cui si regge la società e su cui in particolare si è gestita l’emergenza sanitaria“, hanno asserito le organizzatrici.