Arriva il primo tampone “fai da te”: la sperimentazione parte in Veneto

Con la seconda ondata del Covid e l’aumento vertiginoso dei positivi, ecco arrivare un nuovo test “fai da te”. Si tratta di un vero e proprio tampone da fare in casa, ecco come funziona. 

Coronavirus Veneto
Situazione Coronavirus Veneto drammatica Foto dal web

Durante il boom di contagi della seconda ondata, si sono cercate nuove soluzioni per identificare in modo rapido i postivi al virus. Tra ospedali da campo, test rapidi e drive-in, ecco spuntare anche il tampone “fai da te”.

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A detta del presidente del Veneto Luca Zaia, questa nuova tipologia sarà “facile da usare, collegato a un’app e costerà poco“. Da questa breve descrizioni sembrano essere davvero rivoluzionari. Se funzioneranno a dovere, è certo che porteranno un grande contributo al sistema sanitario.

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Covid e tampone “fai da te”, funzioneranno?

La novità portata da questi test potrebbe essere senza precedenti. “Da lunedì sperimenteremo cinquemila test fai da te”, ha annunciato Zaia. Grazie a questa autosomministrazione si alleggeriranno parte del peso e dei costi del testing della sanità. L’annuncio del presidente del Veneto è arrivato ieri, 14 novembre, dopo che la Regione ha raggiunto lo sfortunato record di tamponi effettuati in 24 ore: ben 53.289. Il Veneto non è nuovo alle sperimentazioni: dai reagenti fatti in casa ai tamponi rapidi, ha preceduto quasi tutti. Sarà sempre Roberto Rigoli, direttore dell’unità di Microbiologia e virologia di Treviso, a gestire la nuova sperimentazione.

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“Si tratta di un tampone delle fosse nasali, da mettere poi nel contenitore del reagente. La sperimentazione avverrà in doppio: ogni test fai da te sarà validato da un tampone molecolare“, ha spiegato l’uomo. Sempre Rigoli ha poi aggiunto che “per ampliare la sperimentazione stiamo valutando di lavorare con molte delle microbiologie venete, quattro o cinque, per avere un numero elevato di test e più centri coinvolti. Parametri, questi, che aumenteranno notevolmente l’affidabilità della sperimentazione che, poi, sarà presentata all’Iss per la validazione”. Ad affiancare il tampone ci sarà anche l’app di biosorveglianza Zero Covid Veneto in cui si dovrà inserire  l’esito così da renderlo accessibile al sistema sanitario regionale. Rigoli è anche intenzionato dimostrare l’esistenza di diversi ceppi del virus e altrettante mutazioni: “speriamo di dimostrarlo con la sequenza genetica”, ha spiegato.

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