Emergenza Covid, la richiesta del Viminale: “Controlli serrati nei weekend”

Al fine di affrontare con decisione l’emergenza Covid, il Viminale ha richiesto a regioni e province controlli serrati nei weekend.

Il comitato tecnico-scientifico, sulla base dei dati degli ultimi giorni, ha stabilito che altre 4 regioni entrano oggi a far parte della zona arancione (quella a rischio alto), ovvero Abruzzo, Toscana, Liguria e Basilicata. Alle quattro regioni in zona rossa si è aggiunta inoltre la provincia autonoma di Bolzano. Ancora in fascia gialla, ma soggetta controllo approfondito è invece la Campania, la quale potrebbe essere spostata nel corso delle prossime ore.

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L’obiettivo di questi spostamenti a meno di una settimana di distanza dall’entrata in vigore del Dpcm che divide l’Italia in zone di rischio è evitare il lockdown generalizzato. Lo ha ribadito il premier Giuseppe Conte nelle scorse ore, spiegando agli italiani che il governo sta lavorando proprio per permettere alle regioni meno a rischio di subire minori perdite economiche. Tale sforzo, però, potrebbe essere vanificato dal comportamento dei cittadini. Sono state numerose, infatti, le immagini condivise sul web di vie e piazze affollate dai cittadini. Immagini che hanno fatto infuriare sia chi gestisce l’emergenza sia i cittadini che rispettano le regole imposte dal governo.

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Il Viminale richiede controlli serrati nelle città per gestire l’emergenza Covid

Gli assembramenti visti nelle città dimostrano ancora una volta come alcuni cittadini sottovalutino l’emergenza. Risulta evidente che le semplici raccomandazioni non sono sufficienti ad evitare scene del genere, motivo per cui il Viminale ha mandato in queste ore una circolare ai prefetti con la quale chiede controlli più serrati nei fine settimane da concordare con i sindaci insieme a misure di contenimento previste nel Dpcm: la chiusura di strade e piazze.

I controlli potrebbero servire al contingentamento degli ingressi in determinate vie della città, o alla chiusura vera e propria delle zone in cui solitamente si concentrano i cittadini, ovvero quelle del centro storico e quelle in cui ci sono negozi e servizi. Qualora questa misura fosse ritenuta insufficiente si può procedere anche alla chiusura all’accesso di determinate zone. Una misura, questa, che causerebbe un danno a quelle attività che non sono state chiuse con il Dpcm.