Epidemia non più localizzata, è allarme all’Istituto Superiore di Sanità

Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, ha spiegato in Senato la situazione Covid in Italia e la sperimentazione di una nuova cura.

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro è intervenuto in Senato per parlare di medicina, e ne ha approfittato per fare chiarezza sulla situazione Covid-19 in Italia. Brusaferro ha ricordato che “L’epidemia è ormai diffusa in tutto il Paese, non più localizzata”, e che in queste settimane “stiamo vivendo una crescita dell’incidenza. L’indice di contagio Rt è superiore a 1 in tutte le Regioni, con alcune realtà anche significativamente sopra 1”. Per questo motivo, secondo il medico, oggi è assolutamente necessario individuare gli asintomatici e continuare a tracciare i positivi, usando tutti gli sforzi per farlo e senza mollare la presa. Il tracciamento dei casi positivi è fondamentale per poter contenere l’infezione: quando il numero di malati è talmente alto da non riuscire più a tracciare il virus, diventa difficile far fronte ai problemi che ne conseguono. Busaferro spiega: “Risulta essenziale tenere la curva dei nuovi contagi sotto una certa soglia, facendo in modo che le persone identificate come positive siano persone che possono essere facilmente individuate e si possano tracciare i loro contatti stretti”.

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Silvio Brusaferro spiega lo studio Tsunami: presto possibile cura alternativa per il Covid-19

In Italia, a ottobre, si è alzata l’età media di chi contrae il Coronavirus, che oggi ruota intorno ai 40 anni. Quest’estate, ha spiegato Brusaferro, era più bassa, intorno ai 30: “Questo ci dice chi si ammala. E vediamo che l’incidenza per fascia d’età è molto elevata fino a 50 anni, anche fra 50 e 70 anni, ma è ancora fortunatamente limitata per gli over 70”. Il presidente dell’Iss si è espresso anche per quanto riguarda la situazione nelle scuole: “I protocolli messi a punto dai primi di settembre mirano a ridurre la probabilità di trasmissione negli ambienti scolastici: è importante essere flessibili, modificando e adattando le misure in funzione dell’andamento epidemiologico”.

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Brusaferro ha parlato degli studi in corso per trovare una cura al Covid-19. Sugli anticorpi monoclonali, ha spiegato, “c’è anche una produzione italiana, oltre a quella americana, che darà risultati nei primi mesi del prossimo anno”. Infine Brusaferro si è concentrato sullo studio Tsunami, una ricerca medica incentrata sull’uso del plasma dei guariti nel trattamento di malati Covid, accanto alle terapie standard. “Al 26 ottobre sono 188 i pazienti inseriti nello studio Tsunami, 79 i centri clinici e 88 i centri trasfusionali coinvolti, distribuiti in 13 regioni”, ha spiegato. “Lo studio ha avuto un rallentamento in parte fortunatamente legato al fatto che durante i mesi estivi il numero di casi con indicazione per il trattamento è molto decresciuto. Pensiamo che con la situazione attuale si possa raggiungere la soglia definita in tempi più rapidi”. Per raggiungere i propri obbiettivi lo studio Tsunami dovrebbe arrivare a contare 474 pazienti totali.

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