Morte Lorenza Famularo: amici e parenti occupano l’ospedale

Continuano le proteste per la morte di Lorenza Famularo: giovane spirata a soli 23 anni dopo 3 giorni di dolore a spalla e torace.

La vita di Lorenza Famularo si è spenta lo scorso 23 agosto, dopo aver accusato per giorni dolori alla spalla e al torace. Il decesso di una ragazza così giovane e con sintomi così evidenti ha portato all’apertura di un’indagine interna all’azienda ospedaliera di Lipari, struttura nella quale la giovane era stata visitata e ricoverata. Il primo passo compiuto dalla dirigenza è stato quello di sospendere dal servizio l’infermiere che si doveva occupare di Lorenza.

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Il fidanzato, i parenti e gli amici in un primo momento hanno pensato ad elaborare il lutto e organizzare il funerale per la povera Lorenza. Dopo averla seppellita, però, hanno deciso di occupare simbolicamente la struttura in segno di protesta. L’obiettivo non è quello di contestare l’operato del singolo infermiere o medico, ma quello di chiedere l’assunzione di ulteriore personale, così da poter permettere all’ospedale di essere utile a chiunque ne abbia bisogno.

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Morte Lorenza Famularo: continua l’occupazione dell’ospedale

Oggi dunque è il terzo giorno di occupazione simbolica della struttura da parte dei protestanti. In base a quanto dichiarato dagli organizzatori, oggi l’iniziativa ha portato a protestare ben 1.000 persone e la protesta potrebbe andare avanti a lungo, finché non si otterranno risposte concrete. Antonio Marino, il fidanzato di Lorenza, ha spiegato le ragioni di questa occupazione: “Ora si lotta per salvare l’ospedale e uniti si vincerà”.

Il segretario della Fials di Messina, Domenica Della Rocca, intanto si schiera in favore dell’infermiere sospeso. In una lettera inviata all’Asp, infatti, si chiede se il provvedimento sia giustificato o solo un modo per nascondere responsabilità strutturali e amministrative: “l’ospedale di Lipari soffre da anni i tagli di servizi e reparti. C’è da chiedersi se il provvedimento disciplinare nei confronti dell’ultimo anello della catena non sia una misura volta a coprire l’inefficienza del sistema e di chi lo ha governato in tutti questi anni”.