Uccisa e bruciata | il procuratore | ‘Era tatuata perciò è normale’ | FOTO

Un delitto terribile con un ragazza uccisa e bruciata si arricchisce di un aspetto grottesco. Colpa delle parole del procuratore in tribunale.

uccisa e bruciata Danna
La 16enne Danna uccisa e bruciata e per il procuratore è normale che sia andata così Foto dal web

La memoria di una ragazza uccisa e bruciata viene infangata anche in aula di tribunale, come se la sua tremenda morte non bastasse. La povera Danna Maria Reyes aveva soltanto 16 anni e tre giovani – due maschi ed una femmina – l’hanno avvolta in una coperta per poi darle fuoco.

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La cosa è parsa evidente dalle riprese di alcune telecamere di sicurezza installate in strada. La vicenda arriva da Mexicali, in Messico, con i residenti che avevano avvisato la polizia della presenza di un cadavere dopo che alcuni di loro erano intervenuti per spegnere le fiamme. Il test del Dna ha portato alla scoperta dell’identità di quel corpo. Un esame autoptico ha poi confermato che la ragazza uccisa era già morta quando i suoi tre coetanei ne avevano bruciato il cadavere. La causa del decesso è da ricondurre invece a diverse ferite di arma da taglio al petto ed al collo oltre che ad un trauma cranico. Il 45% della povera Danna presentava delle ustioni molto gravi. Inoltre c’erano altre lesioni molto importanti.

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Uccisa e bruciata, per il procuratore è normale: “Colpa dei suoi tatuaggi”

Successivamente le forze dell’ordine hanno individuato anche i tre autori di questo efferato omicidio, tutti di età compresa fra i 18 ed i 23 anni. A destare scalpore è stato però anche l’atteggiamento del procuratore della Baja California, che secondo molti ha in un certo modo giustificato questo efferato delitto. L’uomo ha infatti fatto riferimento ai tanti tatuaggi che ricoprivano il corpo di Dana, quasi a volere fare capire che chi si tatua sia un delinquente meritevole di morire in modo così tremendo. La 16enne sta però ricevendo al contempo anche tanti omaggi e sul web è sorto anche un hashtag per difenderne la memoria, #JusticiaParaDanna.

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