John Lennon | come è diventato il suo assassino oggi | FOTO

Mark David Chapman, l’uomo che assassinò John Lennon alla fine del 1980, resta in carcere dopo 40 anni. È diventato così ai giorni nostri.

John Lennon Mark Chapman
Mark Chapman che uccise John Lennon continuerà a restare in carcere Foto dal web

Ancora una volta Mark David Chapman, l’assassino di John Lennon, si è visto negare la libertà sulla parola per l’undicesima volta. Da 40 anni lui si trova in carcere, dopo che l’8 dicembre 1980 sparò a bruciapelo al leggendario cantautore, celeberrimo membro dei Beatles.

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Chapman, che di anni ne ha 65, uccise Lennon a Dakota, nell’Upper West Side di Manhattan. C’è stata una udienza quest’oggi, mercoledì 26 agosto 2020, della quale non si conoscono i dettagli. L’unica cosa che si sa è che la nuova richiesta di tornare in libertà ha avuto ancora una volta un esito negativo. L’uomo rimarrà in carcere a Wende, un istituto di correzione nei pressi di Buffalo, nello stato di New York. Yoko Ono, moglie di Lennon, si è espressa contro la scarcerazione di Chapman affermando di ritenere quest’ultimo una potenziale minaccia per sé e per i suoi due figli avuti da John Lennon. Non è chiaro se quest’anno abbia scritto alla commissione per la libertà vigilata, come ha fatto già altre volte in passato. Nel 2018 il comitato ha affermato che lo Chapman rischierebbe a sua volta la vita se venisse liberato.

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John Lennon, l’assassino rimane in carcere

E che quindi è più sicuro per lui stare in prigione che uscire e finire ammazzato da qualche altro fanatico come lui, come ripercussione per vendicare Lennon. Nel 2022 però Chapman potrà disporre della libertà condizionale. Lui aveva 25 anni quando uccise Lennon. Disse di averlo fatto perché lo infastidiva l’immensa fama accumulata dall’ex membro dei Beatles. Prima dell’omicidio, Chapman fermò Lennon per ottenere da lui un autografo su un suo disco. Il cantautore andò in studio di registrazione e rimase fuori per alcune ore. Il killer però lo attese pazientemente fuori dalla casa sua ed appena lo vide tornare, lo chiamò per nome. E poi gli esplose contro quattro colpi di pistola. Un’ora dopo Lennon morì in ospedale per le gravi ferite riportate.

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Si temono ripercussioni contro Chapman

L’assassino rimase lì in attesa della polizia, a sfogliare una rivista. Al processo ha rifiutato di seguire la tesi dell’infermità mentale proposta dall’avvocato che lo difendeva e si dichiarò colpevole. Dopo 20 anni di carcere, nel 2000, gli fu concessa la possibilità di ottenere la libertà sulla parola. In prigione viene tenuto in isolamento contro la sua volontà per proteggerlo da altri detenuti. Attualmente l’uomo lavora come impiegato amministrativo ed è autorizzato a uscire dalla sua cella di detenzione per tre ore al giorno.

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