Coronavirus, nuovo monito Iss-ministero: “Tendenza in aumento”

0
2

I dati del monitoraggio settimanale del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità (Iss) sul Coronavirus parlano chiaro: la pandemia è ancora in agguato. 

Le misure di lockdown in Italia hanno “permesso un controllo efficace dell’infezione” da Coronavirus, ma i contagi restano lungi dall’essere sconfitti: anzi, “la tendenza è in aumento”. E’ quanto emerge dal monitoraggio settimanale del ministero della Salute e dell’Iss sulla pandemia. Il report sottolinea pertanto l’importanza di “mantenere alta l’attenzione alla preparazione di interventi in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento”.

Leggi anche –> Coronavirus 6 agosto: oltre 400 casi e diversi morti in Italia 

Leggi anche –> Vacanza in Grecia, poi vanno a una festa: rischio focolaio a Macerata

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI!

La curva del Coronavirus in Italia

Il report Iss-ministero Salute mette in chiaro che “senza il rispetto della quarantena nelle prossime settimane potremmo assistere a un aumento rilevante nel numero di casi a livello nazionale”. La raccomandazione vale, come noto, per tutti coloro che rientrano da paesi a rischio o che sono stati individuati come contatti stretti di un caso devono rispettare il periodo di isolamento.

Secondo il report, in particolare, l’indice di trasmissione nazionale (Rt) è pari a 1.01 (il dato fa riferimento al monitoraggio della situazione in Italia dal 27 luglio al 4 agosto). “Questo indica che, al netto dei casi identificati attraverso attività di screening e dei casi importati – si legge nel documento – il numero di casi sintomatici diagnosticati nel nostro paese è stato sostanzialmente stazionario nelle scorse settimane”.

Nelle ultime tre settimane si sono sviluppati focolai in ben undici Regioni, il che ha fatto salire l’indice Rt oltre il valore 1, senza però comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali, grazie anche a un abbassamento dell’età mediana dei casi diagnosticati “ormai intorno ai 40 anni”. Condizione questa che però deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di Sars-Cov-2 è ancora significativa.

EDS