Scuola, giusto riaprire? Il parere dell’infettivologo: “Più benefici che rischi”

I pediatri britannici spingono per la riapertura della scuola, i dati dei vari Paesi europei dimostrerebbero che i rischi sarebbero inferiori ai benefici.

Una delle più grandi incognite dei prossimi mesi riguarda la riapertura della scuola. Si teme infatti che proprio il periodo autunnale possa essere quello in cui il coronavirus torni a diffondersi. Se lo scenario ipotizzato si verificasse, dunque, i bambini ed i ragazzi si troverebbero all’interno di ambienti in cui ci sono migliaia di persone e buona possibilità di infettarsi. Tuttavia non tutti gli esperti ritengono che la scuola sia un ambiente così a rischio.

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I pediatri del ‘Royal College of Paediatrics and Child Health‘, ad esempio, hanno firmato una lettera nella quale sostengono che la riapertura delle scuole sia necessaria. Nel testo si legge che: “Continuare a tenere chiuse le scuole lascerebbe segni indelebili a un’intera generazione”. Questo perché la didattica a distanza non ha la stessa valenza di quella in presenza e perché con le scuole chiuse ci sarebbero tanti genitori costretti a non lavorare per prendersi cura dei figli.

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Scuola, giusto riaprire?

Consci di queste problematiche, 20 Paesi nel mondo hanno riaperto le scuole ad inizio giugno, altri come Svezia e Taiwan non le hanno mai chiuse. Quali sono i risultati di queste scelte? Al momento non è possibile dirlo con certezza perché non ci sono sufficienti dati per tirare le somme. Tuttavia alcuni esperti ritengono che le conseguenze di una riapertura non sarebbero così drammatiche. L’infettivologo finlandese Otto Helve, ad esempio, spiega che: “Tutti quelli che hanno riaperto hanno potuto constatare che i benefici sono molto maggiori dei rischi”.

Su tale dichiarazione la rivista ‘Science‘ ha provato a fare un bilancio delle esperienze nel mondo per capire quali siano effettivamente i rischi di una riapertura delle scuole. Stando ai dati raccolti dall’Istituto Pasteur, ad esempio, si nota come la diffusione del virus tra i più piccoli sembra essere molto rara. Diverso il discorso per gli studenti delle superiori nei quali è stata riscontrata una frequenza di diffusione di 3 su 10.  Per quanto riguarda i bambini dunque non ci dovrebbero essere problemi, mentre per gli adolescenti bisognerebbe adottare maggiori preoccupazioni.

La rivista specializzata spiega che sarebbe meglio favorire le lezioni all’aperto quando il tempo lo permette, assicurare la distanza di almeno un metro per gli adolescenti e obbligare all’utilizzo della mascherina nei luoghi in cui non è possibile mantenere la distanza di sicurezza. Tutte precauzioni utili a limitare la diffusione del virus e consentire agli studenti di tornare sui banchi di scuola.