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Violentata e uccisa | 20enne muore tradita da un ‘amico fidato’

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:38
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Lei si fidava di un suo coetaneo al quale aveva chiesto di accompagnarla a casa. Purtroppo finisce in tragedia, con la ragazza violentata e uccisa.

violentata e uccisa
A 20 anni violentata e uccisa da quello che riteneva essere un buon amico Foto dal web

La povera Keeley Bunker, una bellissima ragazza di 20 anni, è stata violentata e uccisa da quello che riteneva un amico del quale ci si poteva fidare. Quest’ultimo invece l’ha assalita, abusando di lei carnalmente per poi ammazzarla e nasconderne il corpo in un parco di Tamworth, in Inghilerra.

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In particolare il cadavere di Keeley venne rinvenuto in una piscina, a faccia in giù. L’episodio risale al 19 settembre del 2019 ed ora se ne sta dibattendo in sede processuale. Fu un zio della vittima a compire la terribile scoperta. Keeley aveva festeggiato il suo compagno appena pochi giorni prima, e quando venne rinvenuta priva di vita avrebbe dovuto presenziare ad un colloquio di lavoro. Secondo l’accusa il colpevole è Wesley Streete, il quale avrebbe strangolato la 20enne dopo averla stuprata. Lei era stata ad un concerto del rapper Aitch a Birmingham, assieme ad una sua amica. C’era anche Streete, descritto come molto ubriaco in quella circostanza. L’amica di Keeley aveva programmato di tornare a casa in taxi ed aveva anche offerto alla vittima di dormire da lei, consigliandole di tornare alla sua abitazione il mattino dopo.

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Violentata e uccisa, lei si fidava dell’amico

Purtroppo la giovane ha rifiutato, dicendosi molto stanca e desiderosa di dormire nel suo letto. L’amica ha testimoniato dicendo cosa Keeley le disse allora. “Ho Wes (Streete) qui vicino a me che mi porterà a casa, andrà tutto bene”. Invece poco dopo è avvenuto l’orrendo delitto, con la 20enne violentata e uccisa. Il giorno dopo, non dando più sue notizie, la famiglia della ragazza ne ha poi denunciato la scomparsa. E purtroppo verso sera un suo zio ha trovato il corpo in un parco pubblico. Il corpo era ricoperto da diversi rami raccolti negli immediati pressi. Il cadavere si presentava come parzialmente scoperto, con i vestiti tirati giù. Era evidente una circostanza delittuosa che coinvolgesse anche una violenza carnale. Wesley Streete è anche l’ultima persona che aveva visto Keeley in vita. Per questo i sospetti su di lui rasentano la certezza che sia colpevole.

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La versione di lui smentita dalle evidenze

L’uomo, suo coetaneo, sostiene di averla accompagnata ad una cabina telefonica e di averla lasciata lì, mostrando pure alla polizia il percorso compiuto. Ma le telecamere di sicurezza installate in zona hanno smentito questa versione. Non c’è alcuna ripresa che possa confermare quanto detto da Streete. E lo stesso è avvenuto anche tracciando gli spostamenti con la triangolazione del telefono cellulare dell’imputato. Inoltre gli agenti avrebbero scoperto che il giovane già altre volte in passato aveva ricevuto accuse di stupro. In una circostanza la sua vittima fu un bambino. Il processo va avanti e probabilmente si concluderà con una condanna nei confronti di Streete.

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