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Parigi, riapre il Louvre: obbligo di mascherina e distanza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:50
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A Parigi ha riaperto il Louvre. Le regole per visitare il museo più famoso del mondo

parigi
Riapre il Louvre di Parigi

Dopo 4 lunghissimi mesi finalmente il Louvre, il museo più visitato al mondo, ha riaperto. Moltissimi i visitatori che ordinatamente in fila e a distanza di sicurezza hanno atteso la fatidica apertura dei cancelli. Ovviamente le misure di precauzione contro la diffusione del contagio da coronavirus saranno applicate anche all’interno del museo. Ciò significa che gli ingressi saranno contingentati, la mascherina sarà obbligatoria e alcune sale dove non è possibile mantenere la distanza resteranno chiuse.

Ma nonostante ciò la possibilità di ammirare i capolavori conservati in questo grandioso museo senza la solita calca di turisti è un’occasione imperdibile. Vedere la Gioconda con pochissime persone intorno, fotografare la Nike di Samotracia senza le scale piene e poter vedere Amore e Psiche di Canova da ogni angolazione senza scontrarsi con qualcuno.

La Francia dal 15 giugno ha riaperto liberamente i suoi confini a tutti i cittadini europei dell’area Schengen. Gli italiani che vogliono andare in vacanza a Parigi possono quindi viaggiare tranquillamente e troveranno una città che con attenzione e prudenza ha però ricominciato a vivere. Ha riaperto già da qualche giorno un altro simbolo di Parigi, la Tour Eiffel. Niente ascensori però per evitare contatti tra persone. Se vorrete ammirare il panorama di Parigi dovrete salire a piedi!

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Riapertura Museo del Louvre

Era il 1 marzo quando i dipendenti del Louvre spaventati da quanto stava succedendo in Italia e dai primi casi in Francia incrociarono le braccia lasciando migliaia di visitatori fuori in fila. I lavoratori chiedevano maggiori tutele per la loro salute dato che il coronavirus si stava pericolosamente diffondendo in tutta Europa e nulla era cambiato nel Museo che ogni anno ospita oltre 10 milioni di visitatori. La protesta andò avanti qualche giorno, poi con le mascherine indosso il Louvre riaprì, ma appena per una settimana. Il 13 marzo scattò infatti il lockdown e il Louvre come tutti gli altri musei francesi dovette definitivamente chiudere. Da allora sono passati quasi 4 mesi, è passata un’ondata – speriamo unica – di pandemia che ha lasciato sul campo migliaia di morti e cambiato per sempre la faccia del mondo.

Ora è tempo di riaperture, si torna a vivere e a convivere con il virus. Augurandoci che il peggio sia passato si tratta adesso di gestire con prudenza questo momento. Le città si rianimano, tornano i turisti, e anche il Louvre a cui il lockdown è costato 40 milioni di euro si adatta a questa nuova realtà.

Le nuove regole per visitare il Louvre puntano ovviamente a ridurre al minimo i contatti fra le persone e ciò si traduce in biglietti online e ingressi contingentati.

  • Ingressi 500 visitatori ogni 30 minuti
  • Mascherina obbligatoria in tutto il museo
  • Vietato il servizio guardaroba
  • biglietti solamente online

La chiusura del Louvre è stata la più lunga dal dopoguerra e per il primo giorno di riapertura i biglietti sono andati tutti esauriti: 7 mila persone. Sembrano tante, ma solitamente questo museo ne ospita 30 mila. Con le nuove regole anti-covid non si riusciranno a raggiungere i numeri di visitatori degli scorsi anni, ovvero quasi 10 milioni. Ciò ovviamente significa meno entrate economiche. Lo Stato contribuisce con ben 100 milioni al budget annuale del museo che è stimato in 250 milioni. Quest’anno servirà qualche aiuto in più.

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.