Coronavirus, Brasile la situazione. Bolsonaro:”Prima o poi moriremo tutti”

Coronavirus Brasile: il Presidente Jair Bolsonaro ancora una volta si dimostra privo di empatia. 

Martedì 2 giugno Jair Bolsonaro ha affermato che si rammarica per il numero di morti nel paese a causa del nuovo coronavirus, ma che in fin dei conti la morte è il destino di tutti.

coronavirus brasile: bolsonaro è privo di empatia

Il discorso è avvenuto durante un’intervista rilasciata fuori al Palazzo Alvorada. Uno dei sostenitori presenti ha chiesto a Bolsonaro di inviare un messaggio di conforto alle innumerevoli famiglie in lutto a seguito della pandemia. Bolsonaro, senza esitare, ha risposto: «Mi dispiace molto per le vittime del coronavirus, ma prima o poi moriremo tutti».  

Bolsonaro, fedele sostenitore del farmaco antimalarico clorochina, ha anche parlato dell’uso dello stesso nel trattamento del virus, che fino ad ora, però, ha dimostrato di non essere efficace.

«Alle persone che si lamentano dell’uso che stiamo dando alla clorochina, allora trovate voi una cura alla malattia. Dite “sono contrario”, ma non proponete nulla. Sappiamo che al momento non sta funzionando, ma almeno ci stiamo provando. Inoltre, ci sono tantissime persone che credono nel farmaco, tra cui anche tanti medici. La lotta farmaceutica è molto grande», ha affermato Bolsonaro durante l’intervista registrata dai suoi sostenitori.

Coronavirus Brasile: la situazione attuale

La mancanza di empatia da parte del Presidente Bolsonaro è ormai famosa in tutto il mondo.

Secondo l’ultimo bollettino del Ministero della Salute, il Brasile conta 36.593 morti causate dal nuovo coronavirus. In totale il numero dei contagiati sale a 694.000, di cui 302.000 sono già guariti.

I media da marzo pubblicano notizie in cui sembrerebbe che il Brasile stia vivendo uno dei periodi più catastrofici della storia del paese, affermando che il Governo brasiliano stia nascondendo il reale numero dei contagi. Invece, secondo le dichiarazioni di Carlos Wizard, imprenditore scelto la settimana scorsa da Bolsonaro come suo uomo forte al ministero della Salute, “i dati sarebbero stati gonfiati dai governatori dei diversi Stati per avere più soldi da rubare”.