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Coronavirus | La Cina tardò a dare informazioni, arrivano i documenti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:55
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Un’inchiesta rivela dei documenti che inchiodano la Cina a causa dei ritardi nel fornire le informazioni relative al Coronavirus. L’OMS viene scaggionata.

Un’inchiesta condotta dalla Ap rivela documenti top-secret dell’OMS relativi al Coronavirus e delle registrazioni degli incontri riservati dei suoi dirigenti, che sembra scagionare Tedros Adhanom Ghebreyesus, l’ex ministro della Sanità dell’Etiopia diventato direttore generale dell’organizzazione. Il Presidenti degli Stati Uniti Donald Trump aveva accusato Tedros di essere una marionetta nelle mani di Pechino e ha tagliato i finanziamenti all’OMS, equivalenti a 450 milioni di dollari.

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Il Presidente cinese Xi Jinping ha imposto Tedros nel 2017 a capo dell’OMS e, nonostante i suoi solleciti, ha fornito in ritardo il genoma e altre informazioni sul Covid-19, contribuendo al caos della pandemia e al numero delle vittime. La prima conclusione dell’indagine sull’Organizzazione Mondiale della Sanità rivela che Pechino ha agito in cattiva fede: non solo per i ritardi nel comunicare l’evoluzione della pandemia, ma soprattutto per la questione del genoma, ossia la mappa genetica del virus.

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Il ritardo nel fornire informazioni vitali di Pechino

Gli scienziati cinesi, invece, sembrerebbe che fossero già attrezzati per un esame genetico del virus, grazie alla loro esperienza con altre epidemie, a cominciare dalla Sars. La presenza del Coronavirus è stata mappata a Wuhan per la prima volta il 27 dicembre 2019 da Vision Medicals, un centro privato cinese, e poi da altri laboratori privati o pubblici, come il centro statale per le malattie infettive. Eppure, le informazioni non trapelarono fino al 5 gennaio 2020, dopo la dichiarazione del celebre virologo cinese Zhang Youngshen, a seguito della quale l’OMS dichiarò che non c’erano rischi di una trasmissione uomo-uomo e, pertanto, non erano necessarie misure restrittive per i viaggiatori. La pandemia però si stava già propagando e, mentre Ginevra chiedeva dati sulle infezioni, Pachino non ha risposto.

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scienziato cinese Wuhan