Impronta della scarpa: nuovo dettaglio sul caso del delitto sul Tevere

L’impronta di una scarpa emersa dall’autopsia potrebbe chiarire alcuni dubbi inerenti al delitto sul Tevere, vediamo di cosa si tratta.

Nuovi dettagli emergono dopo l’autopsia inerenti all’omicidio avvenuto sulla banchina del Tevere, a pochi passi da Ponte Sisto. Massimo Galioto è il sospettato numero uno per quel che riguarda l’omicidio dell’uomo di 38 anni, Petret Stoica. Questi continua a dichiarare la propria innocenza, nonostante il suo nome non sia nuovo alle notizie di cronaca. Arrestato in precedenza e successivamente prosciolto per l’omicidio di Beau Solomon, sempre sulle rive del Tevere, Galioto si trova momentaneamente in stato di fermo. La vittima del caso risulta essere stata brutalmente assassinata in seguito ad un diverbio. A conferma della tesi è il risultato di una prima autopsia, che evidenzia l’impronta di una scarpa sul volto della vittima.

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Il dettaglio dell’impronta della scarpa potrebbe essere un’ulteriore prova da usare contro Galioto: sembrerebbe infatti essere compatibile alle calzature indossate proprio da quest’ultimo. Il calcio ricevuto dalla vittima sarebbe il risultato di un atto violento, talmente tanto da rimanere indelebile sul corpo di Stoica. La vittima è deceduta infatti in seguito ad un selvaggio pestaggio.

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I video e l’impronta della scarpa: le due prove che inchiodano Galioto

Secondo le indagini, non sarebbe soltanto la recente notizia dell’impronta ad essere usata come accusa nei confronti di Galioto. In mano agli investigatori infatti pare ci siano due video girati tramite mobile da alcuni passanti. La scena dei filmati registrati giovedì scorso risulta chiara, seppur distante. Un uomo, la cui fisionomia risulterebbe proprio quella del sospettato, che si scaglia violentemente contro il corpo di Petret Stoica. Le prove inconfutabili però non finiscono qui. Risulta infatti che gli investigatori abbiano raccolto diverse testimonianze e filmati registrati da telecamere di videosorveglianza in grado di incastrare Galioto. Sembrerebbe inoltre che un ragazzo abbia dichiarato di aver sentito dire da quest’ultimo: “Stavolta l’ho ucciso davvero.” Nonostante tutto, l’accusato continua a professare la propria innocenza e a negare l’omicidio, lasciando le indagini andare avanti.

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